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Ristrutturare casa nel 2026: ecco gli adempimenti per ottenere i bonus

Dal bonifico parlante alla comunicazione Enea, dalla conservazione dei documenti alla corretta classificazione dell'immobile. Ecco tutto quello che bisogna fare per beneficiare dei bonus casa previsti senza rischi. Le regole sono chiare e semplici da seguire.

Paola Campanelli
A cura di Paola Campanelli

Esperta di prodotti finanziari, mercati energetici e telefonia

tasto rosso con scritta bonus
Detrazioni per lavori in casa: gli adempimenti previsti

⏰ In 30 secondi:

  • Il bonifico "parlante" è obbligatorio: senza di esso la detrazione decade;
  • Per interventi energetici, inviare comunicazione all'Enea entro 90 giorni dai lavori;
  • Per la seconda casa l'aliquota scende al 36%; conservare i documenti per anni.

Le principali detrazioni fiscali dedicate a chi effettua specifici lavori in casa sono state confermate dall'ultima Legge di Bilancio, ma richiedono che ci si muova correttamente per ottenere un risparmio fiscale.

Nello specifico, il Fisco italiano ha affinato i controlli automatizzati, incrociando in tempo reale dati, fatture e bonifici. Questo significa che anche un adempimento apparentemente secondario, come il tipo di bonifico usato per pagare l'impresa o la comunicazione inviata fuori tempo, può bastare a vanificare l'intera detrazione. La buona notizia è che le regole sono chiare e semplici da seguire.

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Detrazioni sui lavori in casa: necessario il bonifico parlante

Il primo adempimento da rispettare per beneficiare dei bonus sulla casa riguarda il pagamento all'impresa. Non basta un bonifico ordinario, perché per accedere ai bonus casa è obbligatorio utilizzare il cosiddetto bonifico "parlante", disponibile sulle piattaforme di home banking di banche e Poste Italiane.

Questo tipo di bonifico deve contenere tre informazioni precise:

  • la causale del pagamento con riferimento alla normativa che regola la detrazione(art. 16-bis del DPR 917/1986 per i bonus casa, o legge che ha introdotto l'Ecobonus);
  • il codice fiscale e l'IBAN del beneficiario della detrazione;
  • la partita IVA o la ragione sociale dell'impresa che ha emesso la fattura.

Senza questi elementi, la banca non può applicare la ritenuta d'acconto dell'11% prevista dalla legge, e la detrazione decade.

Chi si accorge di aver usato un bonifico ordinario può rimediare in due modi:

  1. chiedendo al fornitore la restituzione della somma e ripetendo il pagamento nel modo corretto;
  2. ottenendo dall'impresa una dichiarazione sostitutiva di atto notorio che attesti la corretta ricezione e contabilizzazione delle somme.

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Detrazioni per lavori in casa: comunicazione all'Enea entro 90 giorni

Per gli interventi che riguardano il risparmio energetico — isolamento termico, sostituzione degli infissi, impianti di riscaldamento — è obbligatorio inviare una comunicazione all'Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile) entro 90 giorni dalla fine dei lavori o dal collaudo.

L'invio avviene tramite il Portale Bonus Fiscali Enea ed è indipendente dalla data del pagamento: il termine decorre dalla conclusione dei lavori, non dal momento in cui si salda la fattura. Chi supera la scadenza può ancora recuperare la detrazione attraverso la remissione in bonis, presentando la comunicazione entro la prima dichiarazione dei redditi utile e versando una sanzione forfettaria di 250 euro tramite modello F24 (codice tributo 8114).

Progetto e lavori di ristrutturazione devono coincidere

Un adempimento spesso sottovalutato riguarda la conformità tra ciò che è stato progettato e ciò che è stato realizzato. L'Agenzia delle Entrate e i Comuni incrociano regolarmente i dati: se la CILA (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata) o la SCIA (Segnalazione Certificata Inizio Attività) non corrispondono ai lavori effettivamente eseguiti, l'immobile risulta irregolare e le detrazioni vengono annullate, con sanzioni che possono arrivare fino al 200% della spesa.

Per questo è fondamentale ottenere l'asseverazione di un tecnico abilitato, geometra, architetto o ingegnere che certifichi sotto la propria responsabilità la conformità dei lavori al progetto, la congruità delle spese rispetto ai prezzi di mercato e il rispetto dei requisiti tecnici previsti dalla legge.

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Prima casa o seconda casa fa la differenza sull'ottenimento del bonus

Nel 2026 le aliquote di detrazione per l'abitazione principale si attestano al 50% per ristrutturazione e riqualificazione energetica, mentre per le seconde case scendono al 36%. Una differenza sostanziale, che richiede di classificare correttamente l'immobile al momento di presentare la dichiarazione dei redditi.

Non è sufficiente spostare la residenza all'ultimo momento per accedere all'aliquota più alta. L'Agenzia delle Entrate verifica i dati incrociandoli con i consumi delle utenze domestiche e se i consumi risultano prossimi allo zero, la detrazione viene contestata e possono scattare sanzioni amministrative fino al 120%.

Detrazioni sui lavori in casa: conservare la documentazione per anni

L'ultimo adempimento è anche quello più semplice da rispettare: conservare correttamente tutta la documentazione.

Le detrazioni si spalmeranno su 10 quote annuali, ma i controlli del Fisco possono arrivare fino a cinque anni dopo l'ultima rata, il che significa, in alcuni casi, dover esibire documenti risalenti a quasi vent'anni prima.

Nello specifico, vanno conservati:

  • i titoli abitativi (CILA, SCIA):
  • le ricevute dei bonifici parlanti;
  • le fatture;
  • le asseverazioni tecniche;
  • le schede dei materiali;
  • le certificazioni energetiche;
  • le ricevute di invio all'Enea.

Per i lavori condominiali, anche le delibere assembleari e le tabelle millesimali di ripartizione della spesa.

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