⏰ In 30 secondi:
- Con 100€ di carburante, le auto termiche percorrono fino al 40% in più;
- La rete di rifornimento termico è più capillare delle colonnine elettriche;
- L'RC auto elettrica costa in media il 6,5% in meno rispetto al termico.
Secondo l'UNEM, le auto a motore termico restano più convenienti delle 100% elettriche. L’Associazione evidenzia che, a parità di spesa per il rifornimento o la ricarica, le vetture termiche consentirebbero di percorrere fino al 40% di chilometri in più.
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Nel pieno della transizione energetica e della crescente diffusione delle auto elettriche, il dibattito sulla convenienza economica delle diverse alimentazioni continua ad essere particolarmente acceso.
Secondo l’UNEM, l’Unione Energie per la Mobilità, le vetture alimentate a benzina e gasolio mantengono ancora oggi un vantaggio significativo rispetto alle auto elettriche sotto il profilo dei costi di utilizzo.
L’analisi prende in considerazione il rapporto tra costo dell’energia e chilometri percorribili, arrivando a una conclusione che va contro una delle convinzioni più diffuse degli ultimi anni: nonostante i rincari dei carburanti, le auto termiche sono ancora più convenienti delle elettriche.
Uno degli aspetti centrali evidenziati dall’UNEM riguarda la percorrenza ottenibile con una spesa identica. Secondo i dati presentati dall’Associazione, con un rifornimento del valore di 100 euro un’automobile a benzina o diesel sarebbe in grado di percorrere dal 30% al 40% di chilometri in più rispetto a un veicolo elettrico.
Questo risultato deriva dal confronto tra i prezzi attuali dei carburanti e quelli dell’energia elettrica utilizzata per la ricarica dei veicoli. Per UNEM, il costo dell’elettricità, soprattutto quando la ricarica avviene presso infrastrutture pubbliche, riduce sensibilmente il vantaggio economico che per anni è stato attribuito alle vetture a batteria.
Oltre al tema dei costi energetici, l’UNEM sottolinea un altro fattore determinante: la capillarità della rete di rifornimento.
In Italia la presenza di distributori di benzina e diesel è ancora estremamente diffusa e consente agli automobilisti di fare rifornimento rapidamente praticamente ovunque.
Le infrastrutture di ricarica elettrica, pur essendo in costante crescita, non hanno ancora raggiunto lo stesso livello di copertura territoriale. Questo elemento incide sia sulla praticità d’uso sia sulla percezione di convenienza da parte degli utenti, specialmente per chi percorre molti chilometri ogni anno o utilizza frequentemente l’auto per lavoro.
Le conclusioni di UNEM non rappresentano, però, una posizione condivisa da tutto il settore della mobilità. Diverse analisi pubblicate negli ultimi anni evidenziano infatti come la convenienza delle auto elettriche dipenda fortemente dalle modalità di utilizzo e, soprattutto, dal luogo in cui avviene la ricarica.
Chi può ricaricare prevalentemente a casa, approfittando di tariffe elettriche favorevoli (magari tramite il proprio impianto fotovoltaico), può sostenere costi di percorrenza inferiori rispetto a quelli di un’auto a benzina o diesel.
Al contrario, chi utilizza frequentemente le colonnine pubbliche rapide si trova spesso ad affrontare costi energetici molto più elevati, che riducono o annullano il vantaggio economico dell’elettrico.
Anche il costo iniziale d’acquisto continua a rappresentare un elemento importante. In molti segmenti di mercato, le auto elettriche hanno prezzi superiori rispetto alle equivalenti versioni termiche, rendendo necessario un periodo di utilizzo più lungo per recuperare l’investimento iniziale attraverso i minori costi di gestione.
Secondo l’ANFIA, Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica, a maggio 2026 la quota delle auto a batteria immatricolate è raddoppiata, raggiungendo l’8,8% (8,2% da inizio anno). Per quanto riguarda il parco circolante elettrico, secondo i dati di Motus-E al 31 maggio 2026 risulta composto da oltre 421 mila auto.
I dati 2025 dell’Osservatorio Assicurativo di Segugio.it rivelano che il costo medio di una polizza RC per un’auto a zero emissioni è del 6,5% più basso rispetto al costo medio sostenuto per assicurare un’auto termica (benzina, diesel e Gpl).
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Geograficamente, il prestito auto usata è particolarmente richiesto nel Nord Italia, con il 50,3% delle domande. Seguono il Sud e le Isole con il 29,56% e il Centro Italia con il 20,14%. I dati dell’Osservatorio di Segugio.it evidenziano un chiaro divario regionale nell'interesse per il finanziamento di auto usate, con il Nord che sembra avere un mercato più attivo.
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A marzo 2026, il premio medio RC Auto è salito dell'1,5%, raggiungendo i 355 euro. Secondo l’ANIA, il trend è da attribuire al rialzo dei costi dei sinistri, influenzato dall'inflazione. Tuttavia, il tasso di crescita mostra segni di rallentamento rispetto ai picchi registrati negli anni precedenti.