⏰ In 30 secondi:
- Una proposta di legge vuole incentivare la polizza catastrofale sulla prima casa;
- Stato e compagnie coprono fino al 40% del premio, con ISEE agevolato;
- Il datore di lavoro può contribuire al premio tramite il welfare aziendale.
Una proposta di legge punta a incentivare la stipula della polizza per proteggere la casa da eventi catastrofali, combinando contributi statali, sconti obbligatori delle compagnie assicurative e la possibilità per le aziende di sostenere il premio tramite il welfare aziendale.
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In Italia, potrebbe arrivare presto una nuova agevolazione per chi vuole difendere la propria abitazione principale da terremoti, alluvioni, frane e altri eventi estremi.
Una proposta di legge presentata alla Camera mira a diffondere la polizza catastrofale (Cat Nat) sugli immobili residenziali, tramite un sistema di incentivi che abbatte di molto il costo per il cittadino.
Al centro del provvedimento figura un contributo diretto dello Stato sul costo della polizza. Infatti, lo Stato coprirebbe il 20% del premio, con un massimo di circa 100 euro l’anno per nucleo, che sale a 150 euro per chi ha un ISEE inferiore a 25 mila euro. Il contributo sarebbe applicato come sconto immediato sul premio, così da ridurre il costo già in fase di pagamento e non richiedere complicati rimborsi in seconda battuta.
Accanto al contributo pubblico, la proposta contempla uno sconto obbligatorio delle compagnie assicurative: le imprese sarebbero tenute a praticare un ribasso minimo del 20% sui premi dedicati alla prima casa. In pratica, si combina il 20% di sconto della compagnia e il 20% di contributo statale, rendendo la copertura particolarmente conveniente da stipulare.
Una parte innovativa del piano riguarda il ruolo del datore di lavoro. Le aziende potrebbero destinare una porzione dei premi di produttività alla polizza catastrofale sulla casa dei dipendenti, con un beneficio fiscale per l’impresa e un risparmio per il lavoratore.
Queste somme sarebbero interamente deducibili per l’azienda e non concorrerebbero a formare reddito imponibile per il dipendente, trasformandosi in una forma di welfare aziendale capace di alleggerire ulteriormente il costo della polizza.
In alcuni scenari ipotizzati, il modello di ripartizione prevede che il 40% del premio sia coperto dall’azienda, il 20% dallo Stato e un altro 20% dallo sconto obbligatorio della compagnia, lasciando al privato solo una quota del 20%. Dunque, la combinazione di sconto commerciale, detrazioni, contributo pubblico e contributo aziendale renderebbe la polizza accessibile anche a chi ha redditi più bassi.
La polizza catastrofale sulla prima casa è pensata per tutelare il patrimonio immobiliare da eventi naturali di portata rilevante. Diversamente da quanto previsto per le imprese, per le abitazioni non sarebbe previsto alcun obbligo di sottoscrizione: la logica è quella di incentivare il cittadino, non di sanzionarlo se decide di rinunciare.
Inoltre, una diffusione più ampia delle polizze potrebbe ridurre la spesa pubblica per gli interventi da mettere in atto dopo le emergenze.
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Le versioni Standard e Premium offrono un vantaggio in più: se la casa viene dichiarata inagibile a causa di eventi calamitosi, come terremoti, eruzioni vulcaniche, alluvioni, incendi e frane, la compagnia eroga un indennizzo di 1.000 euro al mese per un determinato periodo di tempo.
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