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Bonus 2026: cosa cambia nel 730 e come orientarsi?

Ristrutturazioni, spese scolastiche, mutuo per la prima casa: il 730/2026 ridisegna il perimetro dei bonus detraibili. Le famiglie con redditi medio-alti devono fare i conti con nuovi limiti, ma chi ha un mutuo attivo può ancora contare su un vantaggio fiscale intatto.

Paola Campanelli
A cura di Paola Campanelli

Esperta di prodotti finanziari, mercati energetici e telefonia

una donna compila un documento utilizzando la calcolatrice
Bonus nel 730: opportunità e nuovi limiti alle detrazioni

Per riassumere

  • Il 730/2026 introduce un tetto alle detrazioni per redditi sopra i 75.000 euro;
  • Gli interessi sul mutuo prima casa restano detraibili senza limiti di reddito;
  • Le spese scolastiche salgono a 1.000 euro detraibili per alunno.

Con la pubblicazione del modello 730 definitivo sul sito dell'Agenzia delle Entrate, partono ufficialmente i preparativi per la campagna dichiarativa 2026. Lo start operativo arriverà a fine aprile, quando i contribuenti potranno accedere alla precompilata nella propria area riservata.

Chi vuole farsi trovare pronto può intanto già iniziare a raccogliere la documentazione necessaria e a orientarsi tra le novità introdotte per l'anno d'imposta 2025.

Tra queste, la più rilevante per i contribuenti con redditi medio-alti riguarda il tetto alle spese detraibili: una misura che ridisegna in modo significativo la convenienza di alcuni bonus, pur lasciando intatte alcune importanti eccezioni, tra cui quella sui mutui casa.

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Nuovo tetto alle detrazioni: a chi si rivolge e come si calcola?

Chi dichiara un reddito superiore a 75.000 euro dovrà fare i conti con un nuovo meccanismo di calcolo che limita l'importo massimo delle spese detraibili. Il sistema si basa su due variabili: un importo base che decresce all'aumentare del reddito e un coefficiente che sale in presenza di figli a carico.

Gli importi base sono:

  • 14.000 euro per redditi compresi tra 75.001 e 100.000 euro;
  • 8.000 euro per redditi superiori a 100.000 euro.

Il coefficiente da applicare varia in base alla composizione del nucleo familiare:

  • 0,50 — nessun figlio a carico;
  • 0,70 — un figlio a carico;
  • 0,85 — due figli a carico;
  • 1,00 — più di due figli a carico, o almeno un figlio con disabilità accertata.

In sostanza, un contribuente con reddito di 90.000 euro e nessun figlio potrà portare in detrazione al massimo 7.000 euro di spese (14.000 × 0,50). Lo stesso contribuente con un figlio a carico sale a 9.800 euro (14.000 × 0,70). Una differenza concreta che vale la pena conoscere prima di compilare la dichiarazione.

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Le spese che restano detraibili senza limiti

Non tutto rientra nel perimetro del nuovo tetto. Alcune voci di spesa rimangono integralmente detraibili, indipendentemente dal livello di reddito:

  • le spese sanitarie, che continuano a seguire le regole ordinarie;
  • gli investimenti in startup innovative e PMI innovative;
  • gli interessi passivi su mutui stipulati entro il 31 dicembre 2024;
  • i premi assicurativi per contratti sottoscritti fino al 31 dicembre 2024;
  • le rate relative a interventi di ristrutturazione o risparmio energetico sostenute entro il 31 dicembre 2024.

Quest'ultimo punto merita attenzione: il mutuo per l'acquisto della prima casa, se stipulato entro la fine del 2024, non subisce limitazioni. E anche guardando al futuro, i vantaggi fiscali legati al mutuo rimangono uno degli strumenti più solidi di pianificazione fiscale per le famiglie.

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Come cambiano le aliquote per casa e lavori?

Sul fronte delle detrazioni per i lavori in casa, il 730/2026 fotografa le novità introdotte per l'anno d'imposta 2025. La percentuale di detrazione per interventi di riqualificazione edilizia, risparmio energetico e adeguamento antisismico è ora fissata al 36% in via ordinaria. Sale però al 50% per chi effettua i lavori sull'abitazione principale, una distinzione che premia chi investe sulla prima casa.

Le novità per i figli a carico e le spese scolastiche

Due ulteriori cambiamenti riguardano le famiglie. Da un lato, le detrazioni per i figli a carico non spettano più per i figli di età superiore ai 30 anni (con l'eccezione dei figli con disabilità accertata): una norma che riduce il perimetro del beneficio rispetto al passato.

Dall'altro lato, arriva una buona notizia per le famiglie con figli in età scolastica: il limite massimo detraibile per le spese di frequenza scolastica, dalla scuola dell'infanzia alla secondaria di secondo grado, sale a 1.000 euro per alunno o studente.

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Mutuo in dichiarazione dei redditi ancora conveniente

In un contesto in cui alcune detrazioni si restringono, il mutuo prima casa mantiene una posizione di privilegio nel sistema fiscale italiano. Gli interessi passivi continuano a essere detraibili senza limitazioni legate al reddito, a condizione che il contratto sia stato stipulato entro la fine del 2024 e rappresentano uno dei pochi strumenti rimasti intatti dalla riforma.

Per chi invece sta valutando l'acquisto di una casa oggi, la convenienza complessiva del mutuo dipende da più fattori:

  • tasso fisso o variabile;
  • durata;
  • importo finanziato;
  • profilo del richiedente.

Il modo più efficace per orientarsi è confrontare le offerte, che in questa fase mostrano ancora livelli competitivi. Su Segugio.it è possibile consultare in pochi minuti i migliori mutui casa attualmente disponibili tra le primarie banche partner del comparatore, personalizzando la ricerca per importo, durata e finalità.

Uno strumento utile non solo per chi acquista casa per la prima volta, ma anche per chi valuta una surroga del mutuo o vuole verificare se le condizioni del proprio mutuo attuale sono ancora competitive rispetto al mercato.

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