Per riassumere
- Il bonus copre l'intero ciclo di bonifica, dal sopralluogo allo smaltimento;
- Per privati e aziende: bonus ristrutturazioni, Ecobonus e bando INAIL;
- I lavori devono essere affidati a operatori qualificati e certificati.
L'incentivo è dedicato a privati e aziende che devono bonificare edifici, capannoni o locali commerciali dall'amianto. Tre gli strumenti a disposizione previsti: il bonus ristrutturazioni, l'Ecobonus e, per le aziende, un bando INAIL. Ecco tutto quello che c'è da sapere sull'agevolazione.
Per riassumere
Chi ha individuato amianto in edifici di cui è proprietario, sia che si tratti di privati o aziende, può sfruttare il bonus dedicato che consente di detrarre le spese sostenute. La via maestra è innanzitutto quella del bonus ristrutturazione che riguarda anche la bonifica dell'amianto da coperture, canne fumarie e altre opere analoghe.
Interventi di questo tipo vanno considerati di manutenzione straordinaria, di risanamento conservativo o, appunto, di ristrutturazione in modo da rientrare nel bonus. La detrazione, come per gli altri interventi, è pari al 50% delle spese sostenute se si tratta dell'abitazione principale e del 36% invece in caso di seconda casa. Come sempre, resta il tetto massimo di spesa fissato in 96mila euro per ogni unità immobiliare.
Ecco quali sono gli interventi che possono rientrare nel bonus amianto. Si va dalla rimozione del materiale pericoloso fino all'intero processo di bonifica che comprende tra gli altri:
Incluso infine il costo per realizzare la nuova copertura sostitutiva, comprensiva dei materiali e della posa in opera. Il bonus copre quindi l'intero processo di sostituzione e smaltimento.
Le operazioni però non possono essere svolte fai-da-te ma affidate a personale specializzato, essendo l'amianto un materiale considerato nocivo per persone e ambiente. I lavori vanno quindi affidati a operatori qualificati iscritti all'Albo nazionale dei gestori ambientali.
Tutte le spese sostenute devono essere opportunamente documentate con bonifici "parlanti" indicando dati fiscali del beneficiario e dell'impresa che esegue i lavori. Il richiedente, inoltre, deve avvisare l'azienda sanitaria locale con un preavviso di almeno 30 giorni prima, come prevede la legge in materia di gestione dell'amianto.
Poiché la detrazione fiscale deve avvenire in 10 anni, chi vuole sfruttare il bonus può valutare l'attivazione di un prestito ristrutturazione che consente di ottenere la liquidità necessaria per coprire i picchi immediati della bonifica, pagando rate mensili parzialmente compensate dal credito di imposta che si riceverà dallo Stato ogni anno.
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Nel caso dell'Ecobonus, non cambiano le percentuali di detrazione che restano identiche (50% e 36%). Ciò che cambia invece è la finalità dei lavori che, in questo caso, devono essere collegati a un miglioramento delle prestazioni termiche dell'edificio, in un'ottica di riqualificazione energetica.
In altre parole, l'intervento di bonifica deve essere affiancato dalla realizzazione di un sistema isolante che sia conforme ai requisiti tecnici previsti dalla norma (ad esempio nel caso di un nuovo tetto coibentato).
Con l'Ecobonus, inoltre, si alza leggermente il tetto massimo di spesa che può arrivare a 100mila euro totali se si parla di riqualificazione totale dell'edificio oppure fino a 60mila euro in caso di altri interventi come l'isolamento termico delle pareti o la sostituzione degli infissi.
Da non dimenticare, tuttavia, che dal punto di vista burocratico le cose sono più complicate rispetto al bonus ristrutturazioni, in quanto serve una documentazione redatta da un tecnico abilitato, nonché l'attestazione di prestazione energetica e l'invio dei dati dell'intervento entro 90 giorni dalla data di fine lavori.
Sul fronte aziendale, invece, le imprese che vogliono bonificare capannoni, locali commerciali o laboratori dall'amianto possono sfruttare il bando INAIL valido per il 2026 che prevede contributi a fondo perduto fino al 65% delle spese ammissibili per un importo minimo pari a 7.693 euro e un limite massimo fissato in 130mila euro.
Come per il bonus ristrutturazioni, il contributo copre tutto il ciclo di bonifica (rimozione, smaltimento, trasporto, conferimento in discariche autorizzate, ecc). Possono accedervi tutte le imprese, anche individuali e gli enti del terzo settore.
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