I mutui italiani sono tra i più convenienti in Europa
Quanto pagano i mutuatari italiani rispetto al resto d’Europa? A questa domanda fornisce una risposta lo studio effettuato dall’European Mortgage Federation e il riscontro è positivo per il nostro Paese, dato che nel quarto trimestre 2025 il tasso medio si è attestato al 3,38%.
Tassi mutui: in Italia tra i più convenienti d'Europa
⏰ In 30 secondi:
Nel Q4 2025 il tasso medio italiano si è attestato al 3,38%, tra i più bassi in Europa;
Il variabile conviene sul fisso: rata da 602 € vs 663 €, su mutuo 150k/30 anni;
Possibili rialzi BCE potrebbero ridurre il vantaggio del tasso variabile entro fine anno.
Il mercato italiano dei mutui casa si conferma tra i più competitivi d’Europa, secondo quanto emerge dall’ultima rilevazione dell’European Mortgage Federation (EMF). Infatti, tra ottobre e dicembre 2025 il tasso medio applicato ai finanziamenti per l’acquisto degli immobili si è attestato al 3,38%, in lieve aumento rispetto al 3,28% del trimestre precedente, ma ancora tra i valori più bassi a livello europeo.
Rate più care in Ungheria, Spagna primeggia per convenienza
Il dato italiano risulta nettamente inferiore rispetto a quello registrato in quasi tutti gli altri Paesi europei: in Ungheria il tasso medio ha raggiunto il 6,46%, in Romania il 5,82% e in Norvegia il 5,09%. Anche nel Regno Unito i mutui risultano più costosi, con una media del 4,18%, pari a 80 punti base in più rispetto all’Italia.
Più vicini ai livelli italiani si collocano Germania (3,71%), Olanda (3,60%) e Grecia (3,55%), mentre solo Belgio (3,33%), Danimarca (3,14%), Francia (3,09%) e soprattutto Spagna (2,63%) registrano condizioni migliori.
Confronta le offerte di mutuo prima casa a tasso fisso
Migliori mutui acquisto prima casa:
simulazione a tasso fisso,
impiegato 35 anni, residente a Milano,
reddito € 2.600 euro mensili,
importo mutuo € 100.000 euro,
valore immobile € 200.000 euro,
durata mutuo 30 anni.
Rilevazione del 09/10/2026 ore 09:00.
Il variabile conviene, ma eventuali rialzi BCE possono ridurne il vantaggio
Gli ultimi anni sono stati caratterizzati da frequenti tensioni sui prezzi dei beni di consumo, con la conseguenza che le banche centrali hanno faticato a riportare i livelli dei tassi sotto il 2%, il che ha inevitabilmente influenzato le scelte dei mutuatari.
Secondo l’Osservatorio di MutuiOnline.it, attualmente il tasso variabile continua a essere più conveniente rispetto al fisso. Il TAN medio dei mutui variabili, considerando offerte green e standard, si attesta infatti al 2,62%, contro il 3,37% del fisso.
Su un mutuo a 30 anni da 150 mila euro, questo si traduce in una rata mensile di 602 euro contro i 663 euro del fisso: un risparmio immediato di 61 euro al mese e oltre 21.800 euro di interessi in meno sull’intera durata del finanziamento.
L’attuale scenario geopolitico e le tensioni energetiche potrebbero però cambiare rapidamente il quadro. Secondo molti analisti, il conflitto in Medio Oriente e le sue conseguenze sull’inflazione potrebbero spingere la BCE a intervenire sui tassi entro fine anno.
I mercati ipotizzano già un primo rialzo nella riunione dell’11 giugno. Un aumento di 25 punti base porterebbe il TAN medio del variabile al 2,87%, con una rata mensile che salirebbe a 622 euro (+20 € rispetto a oggi) e un incremento del costo totale del mutuo di circa 7.400 euro.
Con due rialzi da 25 punti base ciascuno, il TAN medio del variabile arriverebbe invece al 3,12%, con una rata di 642 euro al mese (+40 euro rispetto ai livelli attuali). In questo scenario, il vantaggio del variabile rispetto al fisso si ridurrebbe sensibilmente, sia in termini di rata sia di costo complessivo del finanziamento.
La forbice con il tasso fisso si ridurrebbe così a soli 25 punti base, con una differenza sulla rata mensile di appena 20 euro a favore del variabile. Anche in questo scenario, il tasso variabile continuerebbe comunque a garantire un risparmio complessivo di circa 7.400 euro sull’intera durata trentennale del mutuo.
Gli spread contenuti favoriscono i mutuatari italiani
Dunque, i mutuatari italiani possono quindi continuare a contare su tassi interessanti e sulla forte competitività degli istituti di credito, che propongono soluzioni vantaggiose e spread contenuti, soprattutto sul mutuo a tasso fisso.
Guardando ai prossimi mesi, tuttavia, la situazione è difficile da decifrare per le tante incognite dello scenario internazionale. Se le previsioni dei mercati dovessero confermarsi, un rialzo dell’Euribor®, accompagnato da una sostanziale stabilità degli indici IRS — riferimento per i mutui a tasso fisso — porterebbe a un progressivo riavvicinamento tra le due tipologie di finanziamento. Se oggi scegliere il variabile garantisce un risparmio immediato rispetto al fisso, questo vantaggio potrebbe ridursi sensibilmente nei prossimi mesi.
Le offerte di mutuo prima casa a tasso fisso
Banca
Tasso
Rata
Taeg
Banco di Desio e della Brianza
3,00%
€ 421,60
3,16%
Banco BPM
2,95%
€ 418,91
3,21%
Banco di Sardegna
3,05%
€ 424,31
3,25%
BPER Banca
3,05%
€ 424,31
3,29%
Crédit Agricole Italia
3,09%
€ 426,47
3,34%
Credem
3,17%
€ 430,83
3,45%
Intesa Sanpaolo
3,33%
€ 439,61
3,53%
Banca Sella
3,50%
€ 449,04
3,70%
Webank
3,65%
€ 457,46
3,77%
Banca Monte dei Paschi di Siena
3,55%
€ 451,84
3,82%
Migliori mutui acquisto prima casa:
simulazione a tasso fisso,
impiegato 35 anni, residente a Milano,
reddito € 2.600 euro mensili,
importo mutuo € 100.000 euro,
valore immobile € 200.000 euro,
durata mutuo 30 anni.
Rilevazione del 09/10/2026 ore 09:00.
Le soluzioni indipendenti vengono acquistate soprattutto come abitazione principale, destinazione che riguarda il 79% delle compravendite. Le case vacanza rappresentano il 9%, in lieve calo rispetto al 9,7% del 2024, mentre gli acquisti per investimento si attestano al 12%. In quest'ultimo caso, soprattutto per i rustici, l'obiettivo può essere la realizzazione di B&B, agriturismi o case vacanza.
Nel 2024, l'ANIA ha riportato una crescita del 7,9% nella raccolta premi dei rami danni, con un incremento significativo anche nei rami vita (+19,9%). Questo trend positivo riflette una maggiore consapevolezza dei consumatori riguardo all'importanza delle assicurazioni per la protezione dei beni immobili. Negli ultimi anni, inoltre, si è osservata una crescente digitalizzazione nel settore.
A settembre 2026 il mutuo seconda casa continua a essere una soluzione di interesse per gli italiani, con le richieste che nel terzo trimestre contano per il 9,9% del totale. Per ottenere le condizioni più vantaggiose è fondamentale confrontare le offerte degli istituti di credito.
Analizzando le richieste di mutuo, emerge che oltre il 60% si concentra su importi compresi tra 100.000 e 300.000 euro, con una preferenza per abitazioni di media grandezza. La durata dei mutui rivela che la classe tra i 25 e i 30 anni rappresenta il 43,8% del totale delle richieste; oltre il 90% dei mutui prevede piani di rimborso superiori ai 15 anni, dimostrando la propensione delle famiglie a optare per rate più diluite nel tempo per gestire meglio il proprio bilancio.