⏰ In 30 secondi:
- A luglio il TAEG sui nuovi mutui casa scende al 3,81%, dal 3,95% di giugno;
- Sale al 29% la quota di mutui a tasso variabile, dal 19,9% di giugno;
- Per le imprese i tassi sui nuovi prestiti salgono al 3,79% (3,70% a giugno).
Banca d’Italia ha pubblicato la rilevazione statistica relativa al mese di luglio, evidenziando una discesa del tasso annuale effettivo globale sui finanziamenti residenziali. Contestualmente, si osserva un aumento della quota di mutui a tasso variabile e una dinamica opposta per i prestiti al settore delle imprese.
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Il rialzo dei tassi ad opera della BCE a settembre 2026 ha portato molti analisti a prospettare una stretta nella concessione dei mutui casa, ma la realtà è che il mercato non sempre si muove nella medesima direzione, né tanto meno con la medesima tempistica, delle Banche Centrali.
Così, dall’ultimo report della Banca d’Italia emerge che il mercato dei finanziamenti destinati all’acquisto di abitazioni mostra segnali di allentamento delle condizioni creditizie. La discesa del TAEG al 3,81% riprende una traiettoria discendente che aveva visto una battuta d’arresto nei mesi primaverili. Il dato, che include le spese accessorie legate all’erogazione dei prestiti, rappresenta un punto di riferimento centrale per valutare l’onere effettivo sostenuto dai richiedenti.
L’analisi dei dati storici forniti nei report della Banca d’Italia evidenzia come la media del TAEG sui nuovi mutui avesse registrato valori pari al 3,87% nei primi due mesi dell’anno, per poi posizionarsi al 3,81% a marzo, risalire al 3,91% ad aprile e raggiungere il picco del 3,95% nel mese di giugno. Il rientro di luglio segna un recupero di competitività per le soluzioni di finanziamento immobiliare.
Entrando nel dettaglio della pubblicazione statistica, il tasso medio ponderato sulle erogazioni effettive, calcolato senza includere i costi accessori, si è fissato al 3,50%. La struttura delle preferenze dei mutuatari evidenzia al contempo una rimodulazione delle scelte operative.
La quota di finanziamenti caratterizzati da un periodo di determinazione iniziale del tasso fino a un anno si è attestata al 29%. Questo valore mostra un incremento netto rispetto al 19,9% registrato nel mese di giugno e al 18,7% osservato a maggio, confermando una quota crescente di consumatori orientati verso il mutuo a tasso variabile o verso forme di indicizzazione a breve termine, seppure soggetto alle variazione dell'Euribor.
Il quadro complessivo tracciato dall’istituto di Palazzo Koch mostra una tenuta del credito accordato al settore privato, che registra una crescita del 3,5% su base annua. Nel medesimo ambito, i finanziamenti destinati alle sole famiglie hanno evidenziato un incremento pari al 2,6% rispetto al medesimo periodo del 2025.
Una traiettoria differente si registra invece per il segmento produttivo. I tassi di interesse sui nuovi prestiti concessi alle società non finanziarie sono saliti in media al 3,79%, rispetto al 3,70% registrato a giugno.
I prestiti erogati alle imprese nel loro complesso hanno mostrato un aumento su base annua del 4,1%, accelerando rispetto al 3,2% osservato nel mese di giugno. Anche in questo caso la dinamica di mercato si dimostra differente rispetto alle aspettative degli analisti.
Sul versante della provvista e del risparmio, i dati di Banca d’Italia confermano la stabilità dei rendimenti offerti sulle giacenze di liquidità. I tassi passivi applicati sul complesso dei depositi in essere si sono attestati allo 0,69%, evidenziando una sostanziale continuità rispetto a quanto rilevato a giugno.
I depositi complessivi riconducibili al settore privato sono aumentati del 2,4% su base annua. Parallelamente, la raccolta effettuata dalle banche tramite emissione di obbligazioni ha registrato una crescita del 5,6%, confermando l’interesse degli investitori verso gli strumenti di debito emessi dagli istituti di credito.
| Banca | Tasso | Rata | Taeg |
|---|---|---|---|
| Banco di Desio e della Brianza | 3,00% | € 421,60 | 3,16% |
| Banco BPM | 2,95% | € 418,91 | 3,21% |
| Crédit Agricole Italia | 3,09% | € 426,47 | 3,34% |
| Credem | 3,07% | € 425,39 | 3,35% |
| Banco di Sardegna | 3,20% | € 432,47 | 3,41% |
| BPER Banca | 3,20% | € 432,47 | 3,43% |
| Intesa Sanpaolo | 3,28% | € 436,85 | 3,48% |
| Webank | 3,48% | € 447,93 | 3,59% |
| Banca Monte dei Paschi di Siena | 3,38% | € 442,37 | 3,64% |
| Banca Sella | 3,50% | € 449,04 | 3,70% |
L’aumento del costo del denaro deciso da Francoforte impatta subito sulle rate dei finanziamenti a tasso variabile, mentre per i mutui fissi le condizioni restano decisamente più stabili. Ecco lo scenario che si presenta da qui in avanti per chi ha un mutuo in corso o vuole sottoscriverlo.