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Per il mattone italiano un 2025 positivo: su le compravendite, stabili i mutui

Ancora una volta, l'immobiliare si conferma asset rifugio nelle fasi di turbolenza. Il 2025 va in archivio con un incremento delle compravendite, particolarmente spiccato tra i comuni non capoluogo, a fronte della grande incertezza dello scenario finanziario e macroeconomico.

Marco Pescarmona
A cura di Marco Pescarmona

Esperto di mercati e prodotti finanziari

firma di un contratto di mutuo davanti a modellini di case e pile crescenti di monete
Compravendite immobiliari in crescita e tassi stabili

⏰ In 30 secondi:

  • Compravendite nel 2025 a 766 mila, con i comuni non capoluogo a +6,9%;
  • Il TAEG medio sui mutui casa si stabilizza al 3,87%, favorendo le famiglie;
  • I prezzi nelle grandi città salgono del 2,6%, con Bari in testa a +6,3%.

Il 2025 va in archivio con numeri in crescita per il mattone italiano. Le compravendite hanno superato quota 766 mila: la crescita delle transazioni ha interessato in particolar modo i comuni non capoluogo, che hanno segnato un incremento del 6,9%, mentre i comuni capoluogo hanno chiuso con un progresso del 5,4%.

Questo dinamismo è alimentato da una platea di acquirenti che, dopo una fase di attesa dovuta al rialzo dei tassi nel biennio precedente, ha deciso di sbloccare le proprie decisioni di acquisto, privilegiando le case usate, le cui vendite sono cresciute del 9,1% a fronte di un calo delle nuove costruzioni.

La spinta arriva dalla consapevolezza che l’immobile rappresenta ancora il porto sicuro per il risparmio degli italiani, specialmente in una fase in cui la carenza di offerta sostiene i valori.

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Il costo del credito e la stabilità del TAEG

A supporto di questa fase positiva del mercato arrivano i dati del report “Banche e Moneta di Banca d’Italia”, che fotografano una situazione di stallo costruttivo sul fronte dei mutui.

A febbraio 2026, il TAEG medio sulle nuove erogazioni per l’acquisto di abitazioni si è attestato al 3,87%, mantenendosi invariato rispetto ai mesi precedenti. Questa stabilità è un fattore determinante per la chiusura positiva dell’anno, poiché permette alle famiglie di effettuare calcoli di sostenibilità nel medio periodo, senza il timore di rincari improvvisi della rata.

Se confrontato con il costo del credito al consumo, che rimane elevato sopra la soglia del 10,25%, il mutuo casa si conferma la forma di finanziamento più vantaggiosa. La convergenza tra la crescita delle transazioni rilevata da Tecnocasa e la stabilità dei tassi segnalata dall’istituto di via Nazionale delinea un ecosistema in cui il credito funge da volano per l’economia reale, permettendo al settore dell’intermediazione di mantenere ritmi di attività elevati.

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L’evoluzione dei prezzi delle case e le performance delle grandi città

Sul fronte dei valori, il secondo semestre del 2025 ha fatto registrare nelle grandi città un aumento dei prezzi del 2,6%, il dato più elevato dal periodo post-pandemia. In nessuna delle grandi metropoli italiane si è registrato un calo dei prezzi.

Bari ha messo a segno il risultato migliore con un incremento del 6,3%, mentre Milano e Roma hanno chiuso con un +2,2%. Anche l’hinterland delle grandi città ha mostrato segni di vitalità, con un aumento del 2,2%, superando la performance dei capoluoghi di provincia fermi all'1,7%.

Questo scenario di prezzi in salita, unito a tempi di vendita medi che nelle grandi città si attestano sui 108 giorni, conferma la rapidità di un mercato che premia gli immobili di qualità.

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Le dinamiche della domanda e l’acquisto per investimento

Un aspetto cruciale emerso dall’analisi sociodemografica è che la stragrande maggioranza delle compravendite, pari al 75,2%, ha interessato l’acquisto dell’abitazione principale. Tuttavia, la quota degli acquisti per investimento rimane rilevante al 17,9%, sebbene in leggero calo rispetto all'anno precedente.

La domanda si concentra prevalentemente sul trilocale, che raccoglie il 41,2% delle preferenze totali, seguito dal bilocale. A Milano, in particolare, è proprio il bilocale la tipologia più ricercata con il 45,1% delle richieste. La disponibilità di spesa appare concentrata per il 22,5% nella fascia fino a 119 mila euro, evidenziando una forte attenzione al budget da parte delle famiglie in un contesto di inflazione ancora presente.

Il mercato delle locazioni e il fenomeno dell’investimento immobiliare

Anche il comparto delle locazioni ha vissuto un 2025 di fermento, sebbene la crescita dei canoni abbia iniziato a mostrare i primi segni di rallentamento. Nella seconda parte dell’anno l’aumento medio è stato del 2,3% per i bilocali e del 2,2% per monolocali e trilocali. Un fenomeno interessante riguarda l’offerta abitativa, poiché molti immobili destinati precedentemente al turismo stanno tornando al residenziale classico.

Infine, i canoni mensili più elevati si registrano a Milano, con medie di 1128 euro per un bilocale. Cresce sensibilmente la quota di contratti destinati agli studenti universitari, che sale al 14,1%, mentre i rendimenti annui lordi da locazione per un bilocale si confermano interessanti, attestandosi mediamente al 5,7%.

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