⏰ In 30 secondi:
- Banche più flessibili con le imprese, domanda di credito in aumento;
- Mutui casa stabili, prestiti personali con criteri più rigidi;
- Migliora la raccolta bancaria, condizioni più distese in prospettiva.
Torna la fiducia delle banche italiane verso le imprese, che chiedono sempre più credito e trovano criteri di accesso più semplici. Le famiglie restano invece caute sui mutui casa, mentre cresce la richiesta di prestiti per beni durevoli. Migliora la raccolta degli istituti di credito.
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Il quadro del credito bancario italiano, fotografato dall'ultima indagine trimestrale di Banca d'Italia condotta nell'ambito della rilevazione europea coordinata dalla BCE, racconta una fase di moderata distensione per le imprese e di maggiore cautela, seppur non uniforme, per le famiglie.
L'indagine, che ha coinvolto undici tra i principali gruppi bancari italiani e che si è conclusa il 30 giugno, fotografa il secondo trimestre del 2026 e delinea le aspettative per il trimestre in corso.
Nel secondo trimestre le banche italiane hanno lievemente allentato i criteri di offerta sui prestiti alle imprese, in un contesto in cui la domanda di credito da parte delle aziende è già cresciuta. A trainarla sono state soprattutto le maggiori esigenze di finanziamento per scorte e capitale circolante, oltre a operazioni di ristrutturazione e rinegoziazione del debito.
Ha inciso anche un effetto di anticipazione: molte imprese hanno chiesto credito prima del previsto, temendo un possibile rialzo dei costi di finanziamento nei mesi successivi. Per il trimestre in corso, gli istituti si attendono criteri sostanzialmente stabili e un ulteriore, seppur moderato, rafforzamento della domanda.
Sul fronte delle famiglie, il quadro è più articolato. I criteri di concessione dei mutui casa non hanno registrato variazioni nel trimestre e anche la relativa domanda è rimasta nel complesso stabile.
Diverso l'andamento dei prestiti personali che finanziano beni di consumo, per i quali le banche hanno invece ulteriormente irrigidito i criteri di erogazione, pur in presenza di una domanda in leggero aumento, sostenuta da una maggiore spesa in beni durevoli e da un miglioramento della fiducia dei consumatori.
Per i prossimi mesi, gli intermediari prevedono un moderato irrigidimento dei criteri per le famiglie nel loro complesso, a fronte di una domanda complessivamente invariata.
Un altro elemento emerso riguarda la qualità degli attivi bancari: nel primo trimestre dell'anno, la quota di crediti deteriorati e gli altri indicatori di rischio hanno esercitato un lieve effetto restrittivo, ma solo sulle politiche di offerta relative al credito al consumo.
Le banche si attendono che questo effetto prosegua anche nel trimestre in corso, confermando come il comparto del consumo resti quello più sorvegliato dagli istituti.
Guardando al primo semestre dell'anno nel suo complesso, i criteri di offerta sono stati inaspriti in modo selettivo soltanto per le imprese manifatturiere ad alta intensità energetica, un segmento più esposto alle oscillazioni dei prezzi dell'energia. Proprio queste aziende, insieme a quelle del comparto dei servizi, hanno fatto registrare l'aumento più marcato della domanda di credito.
Per il semestre in corso, le banche si attendono criteri pressoché invariati e un'ulteriore crescita della domanda, in particolare nel manifatturiero.
Un dato che merita attenzione riguarda l'impatto dei rischi climatici sulle politiche creditizie. Nei dodici mesi terminati a giugno, i rischi legati al clima e le misure per farvi fronte hanno contribuito ad allentare i criteri di offerta e a sostenere la domanda di credito da parte delle imprese green e in transizione, così come dei mutui destinati a immobili a maggiore efficienza energetica.
Le imprese ad alta intensità di emissioni hanno invece sperimentato l'effetto opposto, con condizioni di accesso al credito più severe. Le banche si attendono che questa dinamica a due velocità prosegua anche nei prossimi dodici mesi, confermando come la transizione energetica stia diventando un criterio sempre più rilevante nelle valutazioni del credito, sia per le imprese sia per il mercato immobiliare.
Infine, l'indagine evidenzia un miglioramento delle condizioni con cui le banche stesse raccolgono le risorse da prestare, sia attraverso i depositi dei clienti sia con l'emissione di obbligazioni.
Si registra, invece, un lieve peggioramento per la raccolta tramite cartolarizzazioni, ovvero le operazioni con cui le banche vendono a investitori pacchetti di crediti già erogati, ottenendo così liquidità fresca da reinvestire in nuovi prestiti.
Per il trimestre in corso, gli istituti si attendono un miglioramento diffuso su quasi tutte le principali fonti da cui attingono risorse. Un contesto più favorevole per le banche che, se confermato, potrebbe tradursi nel tempo in condizioni di erogazione più distese anche per imprese e famiglie, pur restando la cautela geopolitica ed energetica un fattore di fondo che continua a orientare le scelte degli intermediari nella valutazione del rischio di credito.
| Prestito | Rata Mensile | TAEG | Durata |
|---|---|---|---|
| Credito Flessibile Findomestic Banca | € 313,30 | 8,46% | 7 anni |
| Prestito personale Mysura Standard Creditis | € 312,73 | 8,67% | 7 anni |
| Prestito Personale Prexta Gruppo Bancario Mediolanum | € 317,23 | 8,92% | 7 anni |
| DB EASY DIGITAL Deutsche Bank | € 322,80 | 10,17% | 7 anni |
| Prestito Personale Younited | € 336,90 | 10,99% | 7 anni |
| Prestito Compass Compass | € 357,27 | 13,27% | 7 anni |
Il mercato del credito è in crescita: il rapporto mensile ABI di luglio 2026 certifica un +2,6% per i prestiti alle famiglie. In parallelo, l'Osservatorio Finanziamenti di Segugio.it rileva un leggero incremento dei tassi per i finanziamenti personali, con le migliori offerte che si attestano intorno al 6,73%.
Risparmiare è diventato difficile e ricostituire la liquidità accantonata richiede anni: così molti italiani ricorrono al prestito anche potendo pagare, pur di non toccare i risparmi. I dati di Banca d'Italia confermano già un credito in crescita per famiglie e imprese.
I prestiti finalizzati si confermano stabili, mentre il mercato registra una forte contrazione nei settori della tecnologia e dell’arredamento domestico. L'acquisto dell'auto nuova resta il motore principale del comparto dei finanziamenti finalizzati, segnando un balzo del 17,89% rispetto allo scorso anno.
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