⏰ In 30 secondi:
- Il Governo studia un bonus carburanti da 100€ per famiglie e lavoratori;
- Il bonus benzina è per ISEE fino a 20.000€, quello diesel come fringe benefit;
- La misura è in esame al Senato, con scadenza conversione entro il 29 giugno.
Allo studio un doppio intervento sul tema del caro carburanti, che potrebbe concretizzarsi con un bonus dedicato a lavoratori e famiglie pari a 100 euro una tantum erogato come buono carburante. Ecco i requisiti per accedere alla misura e come funziona.
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Il tema del caro carburanti in Italia, innescato dalla crisi internazionale, è da mesi ormai al centro del dibattito. Per questa ragione il Governo in carica, oltre al già attivo taglio delle accise sui carburanti, sta studiando un ulteriore misura a sostegno degli automobilisti italiani, che potrebbe perdere forma in un bonus carburanti, sia benzina che diesel, destinato a lavoratori e famiglie.
Anche se al momento si tratta di una proposta in fase di discussione, cui dovrebbe seguire se confermata il normale iter parlamentare di approvazione, sono già emersi alcuni dettagli sulla struttura dell'incentivo in questione, spiegandone meccanismi, funzionamento e requisiti per beneficiarne.
Nella fattispecie, le ipotesi attualmente in discussione prevedono due strumenti distinti:
Il bonus benzina - finanziato con un plafond di 1 miliardo di euro alimentato proprio dall'extra gettito IVA dell'aumento del costo dei carburanti - sarebbe destinato a famiglie con ISEE fino a 20.000 euro (o in alternativa 15.000 euro) e avrebbe le seguenti caratteristiche:
La misura in questione non concorrerebbe alla formazione del reddito imponibile, né inciderebbe sul calcolo dell'ISEE del nucleo familiare.
Il bonus diesel, invece, sarebbe indirizzato al mondo del lavoro, inserendosi nel quadro dei Fringe benefit delle aziende. Nelle specifico, l'incentivo verrebbe attivato direttamente dalle imprese a seconda delle necessità aziendale, quindi non in maniera automatica per tutti i lavoratori.
La misura, inoltre, resterebbe esclusa dal reddito imponibile fino a un massimo di 200 euro per ogni lavoratore. In questo caso, i fondi necessari sarebbero decisamente più contenuti e pari a circa 10 milioni di euro per il 2026.
Se nei contenuti la misura è quasi pronta, resta ancora incerta la sua tempistica di attuazione. La proposta, infatti, è all'esame della Commissione Finanze del Senato.
Dovrà, quindi, seguire il consueto iter parlamentare di conversione in Decreto Legge (Decreto carburanti ter), passando per Senato prima e Camera successivamente per l'approvazione definitiva, con una scadenza indicativa per la conversione entro il prossimo 29 giugno.
Il bonus carburanti 2026 allo studio del Governo è un segnale di quanto le spese di trasporto stiano pesando sulle tasche degli italiani. Tuttavia, 100 o 200 euro una tantum possono dare una boccata d'ossigeno nel breve periodo, ma possono risultare insufficienti per affrontare imprevisti o spese più impegnative.
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L'aumento dei costi del carburante e le interruzioni nelle forniture aeroportuali accendono i riflettori sui viaggi in aereo. Tra collegamenti ridotti, possibili rincari e disagi operativi, conoscere le regole in caso di cancellazione diventa fondamentale.
Con la circolare n. 106 del 16 ottobre 2026, la misura continua il sostegno già erogato nel 2025, in attesa che nel 2027 entri in vigore l’esonero contributivo parziale. A differenza di strumenti di credito personale come i prestiti, che comportano un piano di rimborso, questo beneficio consiste in un’integrazione al reddito a fondo perduto erogata direttamente dallo Stato. Vediamo a chi è destinato e come ottenerlo.
Le domande si presentano esclusivamente online. C’è tempo fino alle ore 12 del 28 ottobre 2026, accedendo al portale del MIT con SPID, CIE o CNS. È possibile inoltrare una sola domanda per ciascun genitore in possesso dei requisiti. Al termine della procedura occorre verificare che l’istanza risulti completata e conservare il riepilogo in PDF: dopo l’invio, non sarà possibile modificarla.
Il diesel è rimasto al primo posto con il 39,2% dei trasferimenti netti di luglio, seguito dalla benzina al 37,5%. Le ibride hanno raggiunto il 13%, mentre GPL e metano si sono fermati rispettivamente al 5,4% e all’1,9%. Ancora più contenute le quote di plug-in hybrid ed elettriche pure: 1,7% e 1,2%. Nel cumulato gennaio-luglio, le ibride hanno raggiunto il 12,4%, confermando una crescita rispetto al passato.