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Inflazione e rincari cambiano le abitudini degli italiani: cresce il ricorso al credito

Le famiglie si trovano ad affrontare una fase economicamente complessa, caratterizzata da salari sostanzialmente stagnanti e da una nuova accelerazione dei prezzi. In questo contesto, molte scelgono di rinviare gli acquisti più rilevanti, mentre il credito al consumo assume un ruolo sempre più centrale.

Luigi Dell'Olio
A cura di Luigi Dell'Olio

Esperto di prodotti finanziari

due figure in legno vicino a un sacco di juta con il simbolo dell'euro
Cambiano le abitudini di spesa delle famiglie italiane

⏰ In 30 secondi:

  • Inflazione e rincari spingono gli italiani a cambiare le abitudini di spesa;
  • Il TAEG medio dei prestiti personali scende ad aprile all'8,14%, ai minimi dal 2024.
  • La liquidità è la finalità di credito più richiesta, seguita da auto usate e ristrutturazioni.

L’attuale scenario geopolitico sta ridisegnando profondamente le dinamiche di spesa in Italia. Secondo un recente sondaggio realizzato dall’istituto Noto per Il Sole 24 Ore, l’impatto della crisi economica è ormai una realtà tangibile per la stragrande maggioranza della popolazione.

Ben 7 intervistati su 10 dichiarano di avvertire già gli effetti dei conflitti internazionali sulla propria quotidianità. In questo contesto, molti italiani guardano con cautela ai prossimi mesi: l’80% prevede una situazione economica più complessa.

A preoccupare è soprattutto il costo dell'energia, con il 95% del campione che ha riscontrato rincari significativi nel prezzo dei carburanti. Questa dinamica non solo incide sugli spostamenti, ma genera un effetto a cascata su beni e servizi, percepito dall'80% dei cittadini.

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Come cambiano le spese e i consumi delle famiglie italiane?

Di fronte a prezzi sempre più alti, gli italiani hanno iniziato a modificare i propri comportamenti d'acquisto. Il 68% degli intervistati ha cambiato abitudini scegliendo prodotti più economici, approfittando di offerte o preferendo marchi meno costosi.

La riduzione della spesa non risparmia settori considerati un tempo meno sacrificabili: il 30% ha tagliato le uscite per il tempo libero e il 20% ha ridotto i pranzi o le cene al ristorante.

Anche la mobilità sta vivendo una rivoluzione dettata dalla necessità: il 61% ha optato per forme di trasporto più sostenibili, come mezzi pubblici, biciclette o spostamenti a piedi. Tuttavia, la fragilità economica è evidente nel dato sul risparmio: il 45% dichiara di non riuscire ad accantonare denaro semplicemente perché non ne ha la possibilità.

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Il credito come opportunità per gestire rincari e spese impreviste

In questo contesto di forte pressione sui bilanci familiari, il mercato del credito offre segnali incoraggianti che possono mitigare l'impatto della crisi. I dati dell'Osservatorio Finanziamenti di Segugio.it, aggiornati ad aprile, mostrano infatti un andamento dei tassi favorevole per chi necessita di supporto finanziario.

Il TAEG medio per i prestiti personali è sceso all'8,14%, un valore in calo rispetto all'8,35% registrato nel 2025 e significativamente inferiore al picco dell'8,82% del 2024. Questa discesa dei tassi d'interesse rappresenta una finestra di opportunità per le famiglie che devono affrontare spese impreviste o che intendono finanziare acquisti necessari senza intaccare ulteriormente la propria liquidità quotidiana, già messa a dura prova dall'inflazione.

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Analizzando le migliori offerte disponibili sul mercato online, il risparmio diventa ancora più evidente. Il miglior TAEG erogato per i prestiti personali si è attestato ad aprile al 6,72%, confermando una tendenza alla stabilità rispetto all'anno precedente e una netta diminuzione rispetto al 7,19% del 2024.

Come sottolineano gli esperti del settore, in una fase in cui l'81% degli italiani teme un peggioramento dell'economia nazionale, avere accesso a finanziamenti a costi ridotti può fare la differenza nel mantenimento del tenore di vita.

La possibilità di ottenere tassi più competitivi permette infatti di dilazionare i pagamenti con un impatto minore sugli interessi complessivi, rendendo il debito più sostenibile nel lungo periodo.

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Per quali motivazioni gli italiani ricorrono ai prestiti?

Nonostante il clima di incertezza, la domanda di credito non si ferma, ma evolve. Le finalità più richieste ad aprile evidenziano come gli italiani utilizzino i prestiti per gestire le proprie necessità primarie e il proprio patrimonio.

La liquidità rimane la motivazione principale, rappresentando il 35,6% delle richieste totali. Seguono i prestiti per l'acquisto di auto usate, stabili al 21,8%, e i prestiti per la ristrutturazione della casa, che pesano per il 17,8%.

Interessante anche notare come, a fronte di un 32% di italiani che dichiara di aver già rinviato acquisti importanti a causa della crisi, il mercato dei prestiti offra soluzioni per chi non può più rimandare, specialmente nel settore dei veicoli e della manutenzione abitativa.

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Accesso al credito: differenze generazionali e territoriali

La percezione della crisi e l'approccio al credito variano sensibilmente in base all'età e alla residenza. I giovani sono i più preoccupati per il lungo periodo, con l'82% che teme un peggioramento della situazione economica. Allo stesso tempo, sono proprio i giovani a mostrare una maggiore propensione al risparmio preventivo, sebbene siano anche i più disposti a rinviare acquisti importanti (21%).

A livello territoriale, il Sud e le Isole appaiono come le aree più vulnerabili: qui il 54% degli intervistati dichiara di non avere alcuna possibilità di risparmiare. In queste regioni, il reddito mensile netto medio inoltrato nelle richieste di prestito è di 1.858 euro, contro i 2.007 euro del Nord, evidenziando una necessità di supporto finanziario più marcata per far fronte agli stessi rincari energetici che colpiscono tutto il Paese.

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