⏰ In 30 secondi:
- A maggio i prestiti a famiglie e imprese crescono del 3% annuo per 17 mesi;
- I tassi sui nuovi finanziamenti calano: imprese al 3,51%, mutui al 3,49%;
- I crediti deteriorati scendono a 25,9 mld, dall'1,51% del 2024 all'1,24%.
Secondo l'ultimo rapporto dell’ABI, a maggio l'ammontare dei prestiti a imprese e famiglie in Italia è cresciuto del 3% su base annua, confermando il buon andamento del settore, che dura ormai da 17 mesi consecutivi. Incognita sul futuro per l'incertezza geopolitica.
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La dinamica positiva dei prestiti bancari in Italia prosegue senza sosta, consolidando un percorso di ripresa iniziato nella primavera dello scorso anno. I dati relativi al mese di maggio mostrano un incremento dei finanziamenti concessi a famiglie e imprese pari al 3% su base annua. Questo risultato si inserisce in una traiettoria di costante miglioramento, se si considera che ad aprile la variazione si era attestata al 2,9%.
La crescita non è un fenomeno isolato o temporaneo, ma rispecchia una stabilità ritrovata sia sul fronte dei consumi privati, sia su quello degli investimenti aziendali. Per le famiglie italiane si tratta infatti del 17esimo mese consecutivo di espansione dei volumi di credito erogati, mentre per il comparto delle imprese la striscia positiva tocca l'11esimo mese.
Entrando nel dettaglio dei dati consolidati del mese precedente, l'associazione delle banche operanti in Italia segnala che i finanziamenti ai nuclei familiari sono aumentati del 2,6%, mentre quelli dedicati alle attività produttive e societarie hanno registrato un incremento del 3,1%.
Il motore principale di questa vivacità del mercato creditizio è legato alla progressiva riduzione del costo del denaro, che rende l'accesso al credito più sostenibile rispetto al recente passato. A maggio lo scenario dei tassi di interesse sulle nuove operazioni evidenzia un quadro favorevole per chi decide di investire.
Il tasso medio applicato sui nuovi finanziamenti alle imprese è sceso al 3,51%, mostrando una flessione rispetto al 3,56% registrato ad aprile, un vero e proprio crollo se paragonato al 5,45% che si toccava a dicembre 2023.
Per quanto riguarda il costo del credito al consumo e in particolare i finanziamenti legati al comparto immobiliare, come i mutui casa, la situazione si mantiene stabile. Il tasso medio sulle nuove operazioni per l'acquisto di abitazioni si è attestato al 3,49%.
Anche se si registra una variazione millimetrica di appena due centesimi in più rispetto al mese precedente, il confronto a lungo termine evidenzia un risparmio netto per le famiglie, dato che a dicembre 2023 la media viaggiava al 4,42%.
Resta invece del tutto invariato, al 4,04%, il tasso medio calcolato sul totale dei prestiti complessivi, che tiene conto di tutte le operazioni sottoscritte nel corso degli anni e ancora in essere.
La salute del sistema creditizio e la capacità delle banche di erogare nuovi prestiti è sostenuta anche dalla dinamica della raccolta, che mostra una solida fiducia da parte dei risparmiatori.
La raccolta diretta complessiva, che unisce le obbligazioni e i depositi della clientela residente, ha fatto registrare a maggio un incremento del 2,6% su base annua. Anche in questo caso si prolunga una tendenza positiva che caratterizza il settore da inizio 2024, nonostante una lieve decelerazione rispetto al 3,1% del mese di aprile.
I soli depositi, analizzati nelle loro diverse forme, hanno mostrato una crescita del 2,3% su base annua. Parallelamente, le banche hanno riscontrato un forte dinamismo nella raccolta a medio e lungo termine attraverso l'emissione di obbligazioni, che a maggio è aumentata del 5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, accelerando rispetto al 4,2% registrato ad aprile.
Sul fronte dei rendimenti, il tasso praticato sui nuovi depositi a durata prestabilita è salito al 2,22%, superando il 2,19% del mese precedente e staccando nettamente la media dell'area euro. Lo spread sulle nuove operazioni con famiglie e società non finanziarie, ovvero la forbice tra i tassi sui nuovi prestiti e la nuova raccolta, si è posizionato a 184 punti base.
Un ultimo indicatore fondamentale che certifica la solidità del sistema creditizio italiano e la qualità dei prestiti erogati riguarda la drastica riduzione delle sofferenze e dei crediti deteriorati netti.
Ad aprile 2026, l'ammontare complessivo di queste esposizioni, calcolato al netto delle svalutazioni e degli accantonamenti già effettuati dagli istituti di credito, è sceso a 25,9 miliardi di euro. Il dato mostra un progressivo e costante miglioramento rispetto ai 27,7 miliardi di euro registrati a dicembre 2025 e ai 31,3 miliardi di euro di dicembre 2024.
Il successo della gestione del rischio di credito emerge in tutta la sua evidenza se confrontato con i momenti di massima tensione finanziaria del passato. Rispetto al picco storico toccato nel 2015, quando i crediti deteriorati avevano raggiunto l'allarmante cifra di 196,3 miliardi di euro, il calo complessivo è stato superiore a 170 miliardi di euro.
In termini percentuali, ad aprile 2026 il peso dei crediti deteriorati netti rappresenta appena l'1,24% dei crediti totali erogati nel paese. Una quota in netta discesa rispetto all'1,32% di fine 2025 e all'1,51% del 2024, ma soprattutto sideralmente lontana dal 9,8% che si registrava a dicembre 2015.
| Prestito | Rata Mensile | TAEG | Durata |
|---|---|---|---|
| Prestito Personale Younited | € 151,61 | 7,38% | 7 anni |
| Prestito Personale Crediper Crediper | € 151,91 | 7,48% | 7 anni |
| Prestito personale Mysura Standard Creditis | € 151,25 | 7,82% | 7 anni |
| Credito Flessibile Findomestic Banca | € 153,90 | 7,87% | 7 anni |
| Credito Personale Agos | € 154,53 | 8,69% | 7 anni |
| Prestito Compass Compass | € 178,63 | 13,42% | 7 anni |
I prestiti finalizzati si confermano stabili, mentre il mercato registra una forte contrazione nei settori della tecnologia e dell’arredamento domestico. L'acquisto dell'auto nuova resta il motore principale del comparto dei finanziamenti finalizzati, segnando un balzo del 17,89% rispetto allo scorso anno.
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L'ammontare medio di una richiesta di prestito liquidità si attesta a 8.923 euro, una cifra che riflette la necessità di affrontare spese immediate o straordinarie, come ristrutturazioni, vacanze o emergenze sanitarie. La durata più frequentemente scelta da chi richiede un finanziamento di questo tipo è di 84 mesi, in linea con le scelte per altre tipologie di prestiti.
I prestiti auto usata si confermano tra i più richiesti in Italia. Secondo l'Osservatorio Finanziamenti di Segugio.it, nel periodo gennaio-giugno 2026, questi finanziamenti hanno rappresentato il 16,77% delle richieste totali. Anche nel primo semestre 2026 conquistano il terzo posto tra le finalità più richieste dagli italiani, dietro solo ai prestiti per liquidità (29,00%) e per ristrutturazioni green (20,66%).