⏰ In 30 secondi:
- Da novembre 2026 tutele estese fino a 100.000 euro di prestito;
- Il BNPL rientra nel credito al consumo, stop a esenzioni;
- Vietati dati social e caselle preselezionate nel merito creditizio.
Nuove regole sul credito al consumo: da novembre 2026 tutele estese a 100.000 euro, anche il BNPL entra nella disciplina, avvisi obbligatori sui costi e stop ai dati social nella valutazione del merito. Cambiano pubblicità, contratti e diritti dei consumatori su prestiti e rate.
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Il Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio ha varato il decreto attuativo del 9 luglio 2026 che completa il recepimento della direttiva europea sul credito ai consumatori, dando forma concreta a una riforma avviata con il D.Lgs. 212/2025 e che tocca banche, finanziarie, e-commerce e negozi fisici.
Cambiano le tutele per i consumatori, le modalità con cui i prestiti possono essere pubblicizzati e alcuni aspetti del rapporto tra consumatore e finanziatore quando viene valutata una richiesta di credito.
Il termine principale per adeguarsi è fissato al 20 novembre 2026, ma la data non è certa: se le disposizioni attuative della Banca d'Italia dovessero entrare in vigore più avanti, banche e intermediari avranno comunque novanta giorni di tempo da quel momento per allinearsi.
Fino alla scadenza restano valide le vecchie regole del decreto ministeriale del 2011. Nel frattempo, i contratti in essere continuano a essere disciplinati secondo la normativa in corso.
La prima novità sostanziale riguarda l'ampiezza della protezione: la soglia dei finanziamenti coperti dalla disciplina del credito al consumo sale da 75.000 a 100.000 euro. Sotto l'ombrello delle tutele rientrano ora anche prestiti personali di importo medio-alto che fino a oggi ne restavano esclusi.
Il cambiamento più atteso riguarda però le formule di pagamento dilazionato diffuse nell'e-commerce e nei checkout online, il cosiddetto Buy Now Pay Later. Fino a oggi molte di queste formule non rientravano nelle regole del credito al consumo, per due ragioni: i finanziamenti senza interessi e quelli con sole commissioni minime, rimborsabili in tempi brevi. Entrambe vengono ora abrogate.
Se dietro la rateizzazione c'è un soggetto terzo che acquista il credito, la disciplina si applica per intero, con tutti gli obblighi di verifica e trasparenza che ne derivano a carico di chi acquisisce il credito.
Restano fuori dalla disciplina solo poche formule specifiche:
Per i micro-importi sotto i 200 euro è previsto un regime alleggerito. C'è però una clausola antielusiva pensata per chiudere una scappatoia evidente: se più contratti di piccolo taglio sono in realtà riconducibili a un'unica operazione economica, i loro importi vengono sommati ai fini del calcolo della soglia, impedendo di frazionare artificialmente un finanziamento più consistente.
Cambia anche il linguaggio con cui i prestiti vengono comunicati. Ogni messaggio pubblicitario dovrà riportare un avvertimento chiaro sul fatto che indebitarsi ha un costo, con una formula il cui contenuto richiama l'idea che prendere in prestito denaro non è mai un'operazione gratuita.
Nessun elemento della comunicazione potrà avere più risalto del TAEG, e sono vietati gli annunci che lasciano intendere che un finanziamento migliori la situazione economica di chi lo richiede, che minimizzano il peso di segnalazioni o debiti pregressi sull'esito della domanda, o che presentano il credito come un sostituto del risparmio.
Uno dei passaggi più significativi della riforma riguarda il modo in cui le banche e le finanziarie valutano l'affidabilità di chi chiede un prestito. La valutazione dovrà essere condotta anche nell'interesse del richiedente, per evitare situazioni di sovraindebitamento, e non potrà più basarsi sui dati raccolti dai social network né su categorie particolari di informazioni personali.
Quando la decisione nasce, anche solo in parte, da un processo automatizzato, il consumatore acquisisce il diritto a una spiegazione comprensibile della logica seguita, alla possibilità di far valere il proprio punto di vista e di chiedere un riesame umano. Chi comunica per la prima volta un'informazione negativa a una banca dati dovrà inoltre avvisare preventivamente l'interessato.
Se il consumatore non riceve tutte le informazioni contrattuali dovute, il termine per esercitare il diritto di recesso si allunga fino a dodici mesi e quattordici giorni dalla firma del contratto.
Sul fronte dell'estinzione anticipata, la riforma recepisce l'orientamento della giurisprudenza europea più favorevole al consumatore: la riduzione del costo del credito dovrà essere proporzionata alla durata residua del finanziamento e includere anche i costi non legati al tempo, comprese le voci relative ad attività già concluse al momento dell'erogazione.
Anche gli esercenti che propongono il finanziamento in cassa dovranno mettersi in regola prima della scadenza del termine di adeguamento.
I fronti da presidiare sono:
| Prestito | Rata Mensile | TAEG | Durata |
|---|---|---|---|
| Prestito Personale Younited | € 151,61 | 7,38% | 7 anni |
| Prestito Personale Crediper Crediper | € 153,14 | 7,74% | 7 anni |
| Credito Flessibile Findomestic Banca | € 153,90 | 7,87% | 7 anni |
| Prestito Personale Prexta Gruppo Bancario Mediolanum | € 160,64 | 9,38% | 7 anni |
| DB EASY DIGITAL Deutsche Bank | € 161,40 | 10,85% | 7 anni |
| Prestito Compass Compass | € 178,63 | 13,42% | 7 anni |
Il mercato del credito è in crescita: il rapporto mensile ABI di luglio 2026 certifica un +2,6% per i prestiti alle famiglie. In parallelo, l'Osservatorio Finanziamenti di Segugio.it rileva un leggero incremento dei tassi per i finanziamenti personali, con le migliori offerte che si attestano intorno al 6,73%.
Risparmiare è diventato difficile e ricostituire la liquidità accantonata richiede anni: così molti italiani ricorrono al prestito anche potendo pagare, pur di non toccare i risparmi. I dati di Banca d'Italia confermano già un credito in crescita per famiglie e imprese.
I prestiti finalizzati si confermano stabili, mentre il mercato registra una forte contrazione nei settori della tecnologia e dell’arredamento domestico. L'acquisto dell'auto nuova resta il motore principale del comparto dei finanziamenti finalizzati, segnando un balzo del 17,89% rispetto allo scorso anno.
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