⏰ In 30 secondi:
- Batteria e autonomia elettrica variano tra mild, full e plug-in;
- Il full hybrid abbatte i consumi urbani fino al 35%;
- Prezzo di acquisto e RC auto crescono con l'elettrificazione.
Mild hybrid, full hybrid e plug-in utilizzano tutte una combinazione tra motore termico ed elettrico, ma con caratteristiche differenti. Cambiano la capacità della batteria, la possibilità di viaggiare in modalità elettrica, i sistemi di ricarica e il livello di elettrificazione.
⏰ In 30 secondi:
Le auto ibride rappresentano una delle principali alternative alle vetture alimentate esclusivamente da un motore termico. Il principio di funzionamento è semplice: affiancare alla propulsione tradizionale una componente elettrica per migliorare l’efficienza e ridurre il consumo di carburante. A cambiare, però, sono il ruolo del motore elettrico e il modo in cui viene alimentata la batteria.
Da queste differenze nascono tre principali tecnologie: mild hybrid, full hybrid e plug-in hybrid. Capire come funzionano è fondamentale per valutare autonomia elettrica, consumi, modalità di ricarica e costi di gestione prima di scegliere il modello più adatto alle proprie esigenze.
Nel sistema mild hybrid, o MHEV (Mild Hybrid Electric Vehicle), la componente elettrica svolge principalmente una funzione di assistenza. Il propulsore elettrico, che si serve di una batteria con capacità inferiore a 1 kWh, interviene solo in alcune fasi della marcia per fornire un contributo aggiuntivo e si ricarica durante le frenate.
Il veicolo, però, non può essere guidato esclusivamente sfruttando il motore elettrico: sul fronte dei consumi, c’è una riduzione nell’ordine del 5-10% rispetto a un motore termico equivalente.
Nel full hybrid, o HEV (Hybrid Electric Vehicle), il sistema elettrico assume un ruolo più importante.
La capacità della batteria è maggiore rispetto a un mild hybrid: può, infatti, raggiungere i 2 kWh. Grazie alla maggiore capacità, il motore elettrico contribuisce direttamente alla trazione e permette alla vettura di procedere senza l’intervento del motore termico.
Anche in questo caso, la batteria viene alimentata recuperando energia durante le decelerazioni e le frenate; il sistema può inoltre utilizzare il motore termico per produrre energia destinata alla batteria. La vettura gestisce quindi automaticamente i diversi flussi energetici in base alle condizioni di guida.
In tema di consumi, nel traffico urbano il risparmio di carburante può arrivare al 30-35% rispetto a un modello termico equivalente.
La plug-in, o PHEV (Plug-in Hybrid Electric Vehicle), si distingue dalle altre due soluzioni per la possibilità di ricaricare la batteria collegando l’auto a una fonte di energia esterna, quali una semplice presa elettrica o una wallbox.
Le batterie delle PHEV hanno solitamente capacità comprese tra 10 e 25 kWh, con gli ultimi modelli che possono arrivare fino a 40 kWh: questo consente un’autonomia in elettrico che può superare i 100 chilometri. La plug-in può viaggiare utilizzando il solo motore termico, permettendo di affrontare percorrenze più lunghe senza dipendere esclusivamente dalla disponibilità di una ricarica.
La convenienza della PHEV dipende dalla possibilità di ricaricare con regolarità. Se la batteria non viene alimentata dall’esterno, il peso aggiuntivo del sistema può ridurre il vantaggio in termini di consumi, che possono avvicinarsi a quelli di una vettura tradizionale equivalente o risultare leggermente superiori.
Le tre tecnologie comportano anche differenze nel prezzo di acquisto. Il mild hybrid è generalmente la soluzione meno complessa e richiede un investimento più contenuto rispetto alle altre due. Il full hybrid si colloca in una posizione intermedia, mentre la plug-in hybrid ha un prezzo superiore proprio per la maggiore capacità della batteria e per la tecnologia necessaria alla ricarica.
Una volta scelta la tecnologia più adatta, tra le spese da considerare per la gestione della vettura c’è anche quella relativa alla RC Auto. Il premio assicurativo può cambiare in funzione delle caratteristiche del veicolo, del profilo del conducente e delle garanzie inserite nel contratto.
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Nel 2024 il premio RC Auto in Italia supera del 44,1% la media di Francia, Spagna e Germania, raggiungendo il divario più ampio degli ultimi quattro anni. A settembre 2026, tuttavia, i premi italiani risultano pressoché stabili su base annua. In Lombardia, la RCA costa meno della media nazionale: Milano è la città più cara della Regione.
Il diesel è rimasto al primo posto con il 39,2% dei trasferimenti netti di luglio, seguito dalla benzina al 37,5%. Le ibride hanno raggiunto il 13%, mentre GPL e metano si sono fermati rispettivamente al 5,4% e all’1,9%. Ancora più contenute le quote di plug-in hybrid ed elettriche pure: 1,7% e 1,2%. Nel cumulato gennaio-luglio, le ibride hanno raggiunto il 12,4%, confermando una crescita rispetto al passato.
Ad agosto la quota complessiva di auto elettriche e ibride plug-in, le cosiddette ECV, ha raggiunto in Europa il 40,5%. Le auto completamente elettriche, le BEV, rappresentano il 29,2% del mercato, mentre le ibride plug-in, le PHEV, si fermano all'11,3%. L'Italia è ultima tra i cinque grandi mercati europei, con una quota ECV del 18,5%: il 6,4% è rappresentato dalle BEV e il 12,1% dalle PHEV. Il confronto è netto.