Bonus edilizi e catasto, al via i controlli dell'Agenzia delle Entrate
Pronti a partire i controlli del Fisco sulle rendite catastali dopo i bonus edilizi degli ultimi anni. Le stime parlano di 200.000 lettere all'indirizzo dei proprietari per verificare la corrispondenza fra i dati catastali e gli immobili posseduti. Ecco cosa aspettarsi.
Chi ha usufruito di incentivi edilizi per opere di riqualificazione, efficientamento o restauro di un immobile di proprietà potrebbe ricevere a breve comunicazioni. Con l'inizio del nuovo anno, l'Agenzia delle Entrate si preparare a inviare circa 200.000 lettere, con l'obiettivo di verificare che ci sia un'effettiva e reale corrispondenza tra gli immobili oggetto di intervento e le informazioni inserite nelle banche dati degli uffici del catasto, così da aggiornare la rendita catastale degli immobili e con essa il gettito fiscale su IMU e altre imposte locali.
Agenzia delle Entrate: controlli automatici, come avvengono?
Per riuscire in questa operazione l'Agenzia delle entrate si avvarrà di strumenti tecnologicamente più evoluti che in passato, incrociando i dati delle detrazioni fiscali ottenuti dai proprietari tramite Superbonus, Ecobonus, Bonus facciate e ristrutturazioni; il tutto basato su algoritmi automatizzati.
Nel caso si verificassero eventuali discrepanze fra catasto e immobile, i proprietari avranno la possibilità di sfruttare il ravvedimento operoso, così da regolarizzare la propria posizione e non incappare in pesanti sanzioni.
Contrasto all'evasione immobiliare: in campo anche satelliti e droni
L'occhio attento del Fisco, inoltre, si avvarrà di strumenti monitoraggio sofisticati quali satelliti per la fotointerpretazione e anche il controllo attraverso droni che consentono di individuare con grande accuratezza eventuali ampliamenti di cubatura di un immobile, eventuali nuove pertinenze non dichiarate a catasto o persino le cosiddette "case fantasma".
In questo modo, non saranno più necessari i sopralluoghi fisici da parte degli ispettori come avvenuto in passato. Per riuscire in questa operazione, sono stati anche assunti quasi 3000 nuovi dipendenti destinati al contrasto dell'evasione immobiliare.
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Variazione catastale: cosa dice la norma?
La normativa fiscale in materia obbliga il proprietario dell'immobile a presentare una denuncia di variazione catastale nel caso in cui gli interventi effettuati determinino un incremento del valore immobiliare superiore al 15%, soglia che viene abbondantemente superata se si tratta di interventi quali installazione di un cappotto termico.
La denuncia di variazione deve inoltre essere comunicata entro 30 giorni dalla fine dei lavori e sempre attraverso un professionista abilitato.
A cosa deve fare attenzione chi chiede un mutuo?
Un aspetto da non sottovalutare riguarda chi ha intenzione di chiedere un mutuo casa o un mutuo ristrutturazione. Se l'Agenzia delle Entrate dovesse rilevare che i lavori effettuati (bonus 110%, ristrutturazioni, ecc) abbiano cambiato la rendita catastale, ma questa non è stata aggiornata, il valore dell'immobile stimato dalla banca potrebbe non corrispondere più alla realtà.
Chi intende richiedere un mutuo pertanto deve fare i conti con la perizia tecnica. Se i dati catastali non risultano aggiornati dopo gli interventi edilizi, il rischio è il blocco dell'erogazione del finanziamento o una valutazione dell'immobile inferiore alle aspettative.
Stesso discorso, ad esempio, per i mutui green, spesso più vantaggiosi in termini di tassi di interesse se si acquista un immobile in classe energetica A o B. Senza una documentazione tecnica inattaccabile, validata anche dal Fisco, è impossibile ottenere le certificazioni necessarie per poi beneficiare delle condizioni tipiche di questi prodotti finanziari.
Per riassumere
- L'Agenzia delle Entrate invierà 200mila lettere per verificare le rendite catastali;
- Controlli automatici con satelliti e droni per trovare difformità edilizie;
- Variazione catastale obbligatoria entro 30 giorni se il valore cresce oltre il 15%.
Le offerte di mutuo ristrutturazione a tasso fisso
| Banca | Tasso | Rata | Taeg |
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| Crédit Agricole Italia | 2,99% | € 277,05 | 3,64% |
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| BPER Banca | 3,40% | € 287,42 | 3,94% |
| Banco di Desio e della Brianza | 3,58% | € 292,04 | 4,07% |
| UniCredit | 3,50% | € 289,98 | 4,07% |
| CheBanca! | 3,48% | € 289,47 | 4,10% |
| Banca Popolare Pugliese | 4,00% | € 302,99 | 4,35% |
| ING | 4,81% | € 321,92 | 5,45% |