⏰ In 30 secondi:
- La BCE porta il tasso sui depositi al 2,50% per l'inflazione;
- Il variabile supera il 3%, riducendo il vantaggio sul fisso;
- Il fisso resta la scelta preferita dai mutuatari italiani.
Nessuna sorpresa dalla riunione dell’Eurotower: la BCE ha alzato i tassi di 25 punti base per contrastare l'aumento dell’inflazione, portando il tasso sui depositi al 2,50%. A spingere verso la stretta monetaria è stata l'accelerazione dei prezzi energetici, legata alle tensioni in Medio Oriente.
⏰ In 30 secondi:
Come ampiamente previsto, la Banca Centrale Europea ha alzato i tassi di interesse. Una decisione dovuta soprattutto alla situazione dell’inflazione nell’eurozona al 3,3% ad agosto, ben oltre l’obiettivo del 2% fissato dalla BCE.
"Il conflitto in Medio Oriente”, spiega la nota diffusa dalla BCE a margine dell’incontro, “continua a generare pressioni sull'inflazione, che dovrebbe mantenersi su livelli ben al di sopra dell'obiettivo per un periodo prolungato. La decisione odierna sottolinea l'impegno del Consiglio direttivo di definire la politica monetaria in modo da assicurare che l'inflazione si stabilizzi sull'obiettivo del 2% a medio termine". "Le prospettive restano molto incerte, con rischi orientati al rialzo per l'inflazione e al ribasso per la crescita economica", si legge inoltre nel comunicato emesso dalla Banca Centrale Europea.
Dopo la pausa di luglio, la BCE è tornata a intervenire portando il tasso sui depositi al 2,50%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,65% e quello sulle operazioni di rifinanziamento marginale al 2,90%. Se l'instabilità sui mercati energetici dovesse continuare, non si escludono ulteriori interventi entro la fine di quest’anno.
Secondo i dati dell'Osservatorio Mutui di Segugio.it, ad agosto il TAN medio dei mutui a tasso variabile a 20 e 30 anni si era mantenuto stabile al 2,80%. Diversa la situazione per i mutui a tasso fisso, che nell'ultimo mese hanno registrato un incremento di circa dieci punti base, passando dal 3,35% di luglio al 3,46% di agosto.
A guidare questa dinamica sul fisso è stato l'aumento dei rendimenti dei Bund tedeschi a 30 anni, che costituiscono il punto di riferimento per gli indici IRS. I titoli tedeschi hanno toccato i massimi degli ultimi 15 anni, recependo l'incertezza generale.
Con l'aumento di 25 punti base appena deciso, il TAN medio dei mutui a tasso variabile salirà inevitabilmente oltre la soglia psicologica del 3%. Le stime dell'Osservatorio Mutui di Segugio.it indicano che il tasso medio dei mutui indicizzati all'Euribor si attesterà intorno al 3,05%.
In questo modo, la forbice tra fisso e variabile si stringe da 66 punti base a 41 punti base. Prendendo a esempio un mutuo da 120 mila euro con durata di venti anni, il vantaggio mensile del variabile passa da 40 euro a soli 25 euro, con la rata del variabile che sale da 653 euro a 668 euro. Considerando l'intera durata del finanziamento, il risparmio complessivo sugli interessi si riduce da 9.600 euro a circa 5.900 euro.
Le previsioni di mercato relative all'Euribor indicano ulteriori possibili incrementi. L'indice a un mese è atteso in rialzo dal 2,32% al 2,69% entro la fine dell'anno, mentre quello a tre mesi è stimato in rialzo dal 2,65% al 2,90%.
Un secondo rialzo entro l'inizio del 2027 porterebbe il TAN medio del variabile al 3,30%, riducendo il divario con il fisso a soli 16 punti base. In questa ipotesi la rata mensile salirebbe a 683 euro, portando la differenza con il fisso a soli 10 euro.
Il rialzo dei tassi da parte della BCE riduce il vantaggio economico dei mutui a tasso variabile rispetto a quelli a tasso fisso. Per questo motivo, i finanziamenti a rata bloccata continuano a rappresentare la scelta consigliata, nonché quella preferita dai mutuatari italiani: secondo i dati di Segugio.it nei primi otto mesi del 2026 questa tipologia di finanziamento ha raccolto il 92,2% delle richieste totali di mutuo, contro appena il 3,6% del variabile.
Si tratta di una preferenza spiegabile con la maggiore tranquillità offerta da una rata costante per tutta la durata del finanziamento e da livelli di tasso che, pur in rialzo rispetto allo scorso anno, restano storicamente accettabili.
Per chi cerca oggi stabilità, il tasso fisso resta dunque la soluzione più indicata, mentre il variabile può essere valutato da chi è disposto ad assorbire possibili aumenti della rata. Inoltre, qualora i tassi dovessero scendere in futuro, sarà sempre possibile beneficiare di condizioni migliori attraverso la surroga del mutuo, trasferendo gratuitamente il mutuo presso un'altra banca.
| Banca | Tasso | Rata | Taeg |
|---|---|---|---|
| Banco di Desio e della Brianza | 3,25% | € 435,21 | 3,47% |
| Crédit Agricole Italia | 3,15% | € 429,74 | 3,49% |
| Banco BPM | 3,35% | € 440,71 | 3,62% |
| BPER Banca | 3,40% | € 443,48 | 3,66% |
| Credem | 3,32% | € 439,06 | 3,71% |
| Webank | 3,68% | € 459,15 | 3,80% |
| Banca Monte dei Paschi di Siena | 3,58% | € 453,52 | 3,85% |
| BNL - Gruppo BNP Paribas | 3,40% | € 443,48 | 3,86% |
| Intesa Sanpaolo | 3,74% | € 462,55 | 3,95% |
| Banca Sella | 3,75% | € 463,12 | 4,04% |
A partire dal 3 agosto scorso, la carta d'identità cartacea non è più formalmente valida per chi ha intenzione di chiedere un mutuo. Le banche, infatti, hanno aggiornato le regole per verificare l'identità dei clienti, adeguandosi al Decreto-Legge 26 giugno 2026, n. 108, che ha precisato la nuova procedura da seguire. Vediamo da vicino i dettagli della norma.
Secondo i dati di EURISC, il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF, le nuove erogazioni di mutuo nel secondo trimestre 2026 mostrano un chiaro spostamento verso l'acquisto di abitazioni. Infatti, la finalità di acquisto (sia per prima che per seconda casa) rappresenta l'81% delle operazioni concluse, mentre le surroghe scendono al 13%, evidenziando una contrazione rispetto al 19% del trimestre precedente.