⏰ In 30 secondi:
- I mutui sotto i 125.000 euro registrano TAEG medi più elevati;
- Mezzo punto di tasso può valere migliaia di euro nel tempo;
- Per confrontare le offerte conta il TAEG, non solo il TAN.
Perché un mutuo di importo ridotto può costare di più? Sulle somme contenute le spese di istruttoria e di perizia incidono in misura maggiore, ma contano anche la quota del valore dell'immobile finanziata dalla banca e la solidità del reddito di chi fa la richiesta.
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Nel mercato dei mutui casa l'importo richiesto non incide soltanto sull’entità della rata, ma anche sul costo complessivo del finanziamento. Lo mostrano gli ultimi dati di Banca d'Italia, contenuti nel rapporto sulle condizioni e sulla rischiosità del credito relativo al secondo trimestre del 2026: i finanziamenti per la casa sotto i 125.000 euro hanno un costo medio più elevato rispetto a quelli di importo maggiore.
Banca d'Italia suddivide i nuovi mutui in base al periodo iniziale di determinazione del tasso, cioè all'arco di tempo in cui la condizione applicata resta bloccata, che non coincide necessariamente con la durata complessiva del finanziamento.
Da un lato ci sono i contratti con tasso fissato fino a un anno, categoria che comprende di fatto i mutui a tasso variabile. Dall'altro ci sono quelli con tasso fissato per un periodo più lungo, che includono i mutui a tasso fisso.
Nel primo gruppo, il TAEG medio è pari al 3,66% per i mutui fino a 125.000 euro, scende al 3,34% nella fascia tra 125.000 e 250.000 euro e si ferma al 3,20% oltre i 250.000 euro.
Nel secondo gruppo la dinamica è la stessa, ma su livelli più alti: 4,03% per gli importi più contenuti, 3,74% per quelli intermedi e 3,54% per i finanziamenti più consistenti.
Tra la fascia più bassa e quella più alta il divario è di 0,46 punti percentuali per i mutui con tasso fissato fino a un anno e di 0,49 punti per quelli con tasso bloccato più a lungo.
Mezzo punto percentuale può sembrare un dettaglio, ma sul bilancio familiare può avere un peso concreto. Secondo una stima indicativa, su 100.000 euro di debito corrisponde a circa 500 euro di interessi in più ogni anno.
Per un ordine di grandezza più vicino alla realtà, si può considerare un mutuo da 120.000 euro in 25 anni, applicando a titolo puramente indicativo i valori medi rilevati per i tassi fissati oltre un anno. Con il 4,03% la rata si aggira sui 635 euro, mentre con il 3,54% scende intorno ai 603 euro: circa 32 euro al mese e oltre 9.500 euro sull'intera durata. Per simulare il proprio caso è possibile utilizzare il calcolatore della rata del mutuo di Segugio.it.
I dati non indicano che ogni banca alzi automaticamente il tasso quando l'importo diminuisce. Le medie risentono anche del profilo dei richiedenti, delle garanzie offerte e della rischiosità delle singole operazioni. Alcuni fattori, però, aiutano a spiegare il fenomeno.
Il primo riguarda i costi fissi legati alle spese del mutuo. Istruttoria, perizia e gestione della pratica richiedono alla banca un impegno simile a prescindere dalla somma erogata. Su un finanziamento ridotto pesano quindi in proporzione di più e fanno salire il TAEG.
Il secondo riguarda il rapporto tra mutuo e valore dell'immobile: un importo contenuto non garantisce condizioni migliori se copre una quota elevata del prezzo della casa.
Il terzo è legato al reddito: un'entrata poco stabile può tradursi in uno spread più alto, indipendentemente dalla cifra richiesta.
Lo stesso rapporto evidenzia una dinamica analoga, ma molto più marcata, nei finanziamenti per la liquidità delle attività economiche. Rientrano in questa categoria scoperti di conto, factoring, linee revolving e alcune operazioni di import-export, mentre restano escluse famiglie consumatrici, ditte individuali e istituzioni finanziarie. In questo caso, l'indicatore è il TAEG, che misura il costo effettivo in termini di interessi, commissioni e spese rispetto alla somma utilizzata.
A livello nazionale si passa dall'8,77% per i crediti fino a 50.000 euro al 7,36% tra 50.000 e 125.000, al 6,37% tra 125.000 e 250.000, al 5,47% tra 250.000 e 500.000, al 4,72% tra 500.000 e un milione, fino al 3,25% oltre il milione. Tra la prima e l'ultima fascia ci sono 5,52 punti, e il credito più piccolo costa oltre due volte e mezzo quello più grande. Nel Sud e nelle Isole i valori salgono ulteriormente: 9,56%, 8,27%, 7,02%, 6,03%, 5,04% e 4,22%. Rispetto alle imprese, quindi, il mercato dei mutui mostra differenze molto più contenute.
Per chi deve finanziare l'acquisto di una casa con un importo contenuto, la prima regola è non fermarsi al TAN, il tasso nominale su cui si calcolano gli interessi. Bisogna valutare il TAEG, che include anche spese di istruttoria, perizia, incasso rata, commissioni e polizze obbligatorie. Banca d'Italia lo indica come l'indicatore di riferimento per confrontare le proposte.
È poi essenziale mettere a confronto offerte con lo stesso importo e la stessa durata: una rata più bassa ottenuta allungando il piano di rimborso può nascondere un costo complessivo maggiore.
Su Segugio.it è possibile confrontare le migliori offerte di mutuo, consultando le proposte offerte dalle banche partner. Chi acquista un immobile ad alta efficienza energetica può inoltre valutare un mutuo green, che prevede generalmente tassi più bassi rispetto alle soluzioni tradizionali.
Infine, anche la preparazione della richiesta conta. Presentarsi in banca con una documentazione completa e un rapporto equilibrato tra mutuo e valore dell'immobile aiuta a ottenere condizioni più vantaggiose.
| Banca | Tasso | Rata | Taeg |
|---|---|---|---|
| Banco di Desio e della Brianza | 3,00% | € 421,60 | 3,16% |
| Banco BPM | 2,95% | € 418,91 | 3,21% |
| Banco di Sardegna | 3,05% | € 424,31 | 3,25% |
| BPER Banca | 3,05% | € 424,31 | 3,29% |
| Crédit Agricole Italia | 3,09% | € 426,47 | 3,34% |
| Credem | 3,17% | € 430,83 | 3,45% |
| Intesa Sanpaolo | 3,33% | € 439,61 | 3,53% |
| Banca Sella | 3,50% | € 449,04 | 3,70% |
| Webank | 3,65% | € 457,46 | 3,77% |
| Banca Monte dei Paschi di Siena | 3,55% | € 451,84 | 3,82% |
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