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Mutuo variabile ancora conveniente, ma i rialzi BCE possono cambiare lo scenario

Nonostante la pausa sui tassi decisa dalla BCE, il mutuo a tasso variabile resta più conveniente del fisso, con un risparmio concreto sulla rata mensile. Nuovi rialzi sono attesi in autunno, ma chi sceglie oggi può contare sulla surroga, per passare al fisso più avanti.

Matteo Favaro
A cura di Matteo Favaro

Esperto di mercati e prodotti finanziari

dito disegna grafico rialzista blu
Tasso variabile: cosa sapere prima di scegliere

⏰ In 30 secondi:

  • Il variabile costa oggi 32 euro in meno al mese rispetto al fisso;
  • Nuovi rialzi BCE potrebbero ridurre il vantaggio del variabile;
  • La surroga permette di passare al fisso senza costi aggiuntivi.

La BCE ha deciso di mantenere invariati i tassi di interesse nella riunione del 23 luglio, confermando il tasso sui depositi al 2,25% e quello sui prestiti marginali al 2,65%. Una pausa che, almeno per il momento, lascia intatto un margine di convenienza per chi sceglie un mutuo a tasso variabile, nonostante il contesto sia diventato meno prevedibile rispetto a qualche mese fa.

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Il variabile mantiene ancora il suo vantaggio sul fisso

Secondo i dati dell'Osservatorio Mutui di Segugio.it, il TAN medio dei mutui a tasso variabile a 20 e 30 anni si attesta oggi al 2,80%, contro il 3,33% del mutuo a tasso fisso: un differenziale di 53 punti base, che continua a premiare chi opta per un finanziamento indicizzato all'Euribor.

Su un mutuo da 120.000 euro a vent'anni, questo si traduce in una rata mensile di 653 euro per il variabile contro 685 euro per il fisso, con un risparmio di 32 euro al mese e oltre 7.600 euro di interessi nell'arco dell'intero finanziamento. Numeri che confermano come il variabile resti oggi la scelta più conveniente sul piano puramente economico.

Altro dato rilevato dall'Osservatorio che premia in questo momento la scelta del variabile è il tasso minimo dei mutui richiesti, che si è attestato nel mese di giugno al 2,32%, in lieve calo rispetto al 2,37% di maggio, mentre nello stesso periodo il miglior tasso fisso disponibile è salito dal 2,62% al 2,90%.

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Perché i prossimi mesi saranno decisivi per chi sceglie il variabile?

I mercati finanziari si aspettano già un primo rialzo dei tassi di 25 punti base in occasione della riunione BCE del 10 settembre, seguito da un ulteriore incremento della stessa entità entro la fine del 2026 o l'inizio del 2027.

Se il primo intervento dovesse concretizzarsi, il TAN medio del variabile salirebbe al 3,05%, riducendo il divario di rata a circa 17 euro al mese; un secondo rialzo lo porterebbe fino al 3,30%, un livello praticamente allineato al fisso attuale. Uno scenario che non deve però scoraggiare chi sta valutando il variabile oggi: anche nell'ipotesi più prudente, il risparmio resta concreto per diversi mesi.

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Come la surroga può aiutare in caso di rialzo dei tassi?

Proprio qui entra in gioco un aspetto spesso sottovalutato: chi sottoscrive oggi un mutuo a tasso variabile non è vincolato per sempre alle sue condizioni. Se in futuro i tassi dovessero salire in modo significativo, resta sempre percorribile la strada della surroga del mutuo, l'operazione che consente di trasferire il mutuo presso un altro istituto senza alcun costo per il cliente.

Si tratta di un diritto riconosciuto dalla legge: la banca che eroga il mutuo originario non può in alcun modo negare il proprio consenso al trasferimento, né applicare penali o oneri aggiuntivi.

Questo significa che chi oggi opta per il variabile ha comunque la possibilità, qualora lo scenario dei tassi dovesse cambiare, di bloccare la rata passando a un fisso più conveniente, senza dover rinunciare ai risparmi accumulati fino a quel momento.

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Quando il mutuo variabile è davvero una scelta sostenibile?

Per chi si trova oggi a valutare tra fisso e variabile, alcuni accorgimenti possono aiutare a fare una scelta più ponderata. Anzitutto, è utile valutare il proprio margine di reddito rispetto alla rata: chi dispone di un budget capiente può permettersi di assorbire eventuali futuri rincari senza difficoltà, mentre chi ha un margine più ridotto dovrebbe monitorare con attenzione le prossime riunioni della BCE, a partire da quella di settembre.

In secondo luogo, conviene tenere d'occhio l'andamento dell'Euribor nei mesi a venire, così da poter valutare per tempo un'eventuale surroga verso il fisso prima che il vantaggio del variabile si azzeri del tutto.

Infine, per chi preferisce non scegliere in modo netto, esistono anche soluzioni intermedie, come i mutui a rata protetta o con tetto massimo, pensati proprio per limitare l'impatto di eventuali rialzi futuri pur mantenendo i benefici iniziali dell'indicizzazione.

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