⏰ In 30 secondi:
- Compravendite +6,4%: 767 mila unità e 124 miliardi di fatturato nel 2025;
- Mutui erogati +25%: 47,2 miliardi, il 46% delle compravendite è finanziato;
- Indice di accessibilità al 12,6%: la casa resta sostenibile per le famiglie.
Il 2025 è stato un anno positivo per il mercato italiano dei mutui. L'indice di accessibilità economica si mantiene su livelli favorevoli al 12,6%, grazie al contributo positivo della riduzione dei tassi di interesse che ha compensato l'aumento dei prezzi delle case.
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Il mercato immobiliare italiano archivia il 2025 con un bilancio molto positivo, trainato dal recupero dei finanziamenti ipotecari. Secondo il Rapporto Immobiliare Residenziale, realizzato dall’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate con l’Associazione Bancaria Italiana, le compravendite hanno raggiunto quota 767 mila unità, segnando un incremento del 6,4% rispetto all'anno precedente.
Questo dinamismo ha generato un fatturato complessivo stimato in circa 124 miliardi di euro, in crescita dell'8,8% rispetto al 2024, che si traduce in oltre 10 miliardi di euro aggiuntivi immessi nel sistema.
Il dato centrale dell'analisi, specialmente per chi intende accendere un mutuo casa a lungo termine, riguarda la fortissima incidenza dei mutui sulle transazioni. Quasi la metà delle compravendite concluse da persone fisiche, precisamente il 46%, è stata sostenuta da un mutuo ipotecario.
Il capitale complessivamente erogato dagli istituti di credito ha toccato i 47,2 miliardi di euro, facendo registrare un balzo straordinario del 25% rispetto al 2024. Questa spinta riflette l'allentamento delle tensioni sui tassi di interesse, che ha ridato slancio e fiducia alla domanda delle famiglie italiane, desiderose di investire nel mattone a condizioni più vantaggiose rispetto al passato.
La mappa delle compravendite sul territorio nazionale mostra un incremento diffuso in ogni singola area geografica, sebbene con velocità differenti tra le varie regioni. Il Nord Ovest guida la classifica con una crescita dell'8%, seguito dal Centro che mette a segno un progresso del 7%. Le Isole registrano un incremento del 6,8% e il Nord Est si attesta al 6,4%. Più contenuta appare invece la crescita nelle regioni del Sud, che si ferma al 2,5%.
Guardando alle otto principali città italiane per popolazione, il quadro si presenta eterogeneo, con le performance più brillanti localizzate a Palermo, Torino e Roma, che guidano la ripresa dei grandi centri urbani.
In termini di fatturato, la ripartizione geografica ricalca le storiche asimmetrie economiche del Paese. Il 58% del valore complessivo degli scambi si concentra nelle aree del Nord. Il Centro drena il 23,3% delle risorse economiche, mentre il Sud e le Isole assorbono il restante 18,7%.
Un quarto dell'intero fatturato nazionale, circa 31,3 miliardi di euro, resulta concentrato nei grandi mercati urbani, confermando l'elevato valore specifico e commerciale degli immobili nelle principali metropoli.
Un elemento cardine del report è l'indice di accessibilità, definito anche indice di affordability, che misura la capacità della famiglia media italiana di acquistare un'abitazione contraendo un debito bancario.
Nel 2025 questo indicatore si è attestato al 12,6%, in lieve flessione rispetto al 12,7% del 2024, ma comunque su livelli decisamente superiori rispetto alla media storica nazionale del 9,8% registrata nel periodo compreso tra il 2004 e il 2025.
Un valore positivo dell'indice indica che il mercato della casa rimane ampiamente accessibile per i nuclei familiari, poiché la rata del mutuo richiesto non supera la soglia critica del 30% del reddito familiare disponibile.
L'evoluzione dell'indice nel corso del 2025 è il risultato di due forze macroeconomiche contrapposte che si sono quasi compensate. Da un lato si è registrato l'effetto negativo dovuto all'aumento dei prezzi relativi delle abitazioni, che ha eroso l'indice di 0,4 punti percentuali. Dall'altro lato, l'effetto positivo della riduzione del tasso di interesse sui mutui residenziali ha aggiunto 0,3 punti percentuali, mantenendo il potere di acquisto complessivo su livelli di assoluta stabilità.
Il forte incremento del 25% del capitale erogato per i mutui ipotecari rappresenta il vero motore della ripresa immobiliare del 2025. Le famiglie hanno beneficiato di condizioni di credito più distese rispetto al biennio precedente, con tassi di interesse in calo che hanno ridotto il costo del denaro.
L'erogazione di 47,2 miliardi di euro dimostra la ritrovata fiducia sia dei consumatori, sia degli istituti bancari, intenzionati a sostenere l'accesso alla proprietà. La stabilità dell'indice di accessibilità conferma che l'acquisto della casa resta sostenibile per la maggior parte dei nuclei familiari, nonostante il rincaro dei prezzi degli immobili. La discesa dei tassi ha compensato quasi interamente l'aumento dei listini, rendendo i mutui uno strumento conveniente.
In questo contesto di espansione, le prospettive per i prossimi mesi restano legate all'andamento delle politiche monetarie. Gli esperti del settore sottolineano che il mercato della casa gode di ottima salute e la domanda di mutui per l'acquisto della prima casa non accenna a diminuire.
La combinazione tra tassi di interesse più bassi e una maggiore flessibilità dell'offerta bancaria permette alle famiglie di pianificare l'investimento immobiliare con maggiore serenità. Anche la richiesta di mutui a tasso fisso ha registrato un rinnovato interesse, offrendo la certezza di una rata costante in un panorama economico globale che resta incerto.
Per chi desidera comprare casa c’è da rilevare che le barriere all'ingresso si sono abbassate, consolidando la centralità del mutuo ipotecario come pilastro fondamentale per la realizzazione del sogno della casa propria, in un quadro di sostenibilità finanziaria complessiva che rassicura il sistema creditizio ed apre interessanti scenari per il futuro dell'economia nazionale.
| Banca | Tasso | Rata | Taeg |
|---|---|---|---|
| Crédit Agricole Italia | 2,99% | € 421,06 | 3,32% |
| Credem | 3,01% | € 422,14 | 3,39% |
| Banco BPM | 3,20% | € 432,47 | 3,47% |
| Banco di Desio e della Brianza | 3,30% | € 437,96 | 3,52% |
| Intesa Sanpaolo | 3,41% | € 444,04 | 3,61% |
| Webank | 3,50% | € 449,04 | 3,61% |
| Banca Monte dei Paschi di Siena | 3,40% | € 443,48 | 3,66% |
| Banca Sella | 3,45% | € 446,26 | 3,72% |
| BNL - Gruppo BNP Paribas | 3,40% | € 443,48 | 3,86% |
| BPER Banca | 3,60% | € 454,65 | 3,87% |
Non sembra arrestarsi la domanda di mutui casa da parte dei più giovani. Secondo gli ultimi dati disponibili dell'Osservatorio Mutui di Segugio.it, nel secondo trimestre 2026 le richieste di finanziamento presentate da questa fascia di età costituiscono il 41,6% del totale. Ecco una simulazione con le offerte migliori sia a tasso fisso che variabile.
Secondo l'ultimo Osservatorio Mutui di Segugio.it, la percentuale di mutui seconda casa è aumentata dall'8,1% al 10,7%, indicando un rinnovato interesse per gli investimenti immobiliari. Gli italiani prediligono ancora i mutui a tasso fisso, che garantiscono rate costanti nel tempo, rispetto a quelli a tasso variabile, che possono offrire iniziali vantaggi economici ma comportano rischi legati alle fluttuazioni del mercato.
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