⏰ In 30 secondi:
- La BCE alza i tassi per frenare l'inflazione legata ai rincari energetici;
- Il fisso offre rata certa; il variabile oggi conviene ma potrebbe salire;
- Confrontare il TAEG è fondamentale per risparmiare sul costo del mutuo.
Con tassi più alti, mutui e prestiti diventano più onerosi. Confrontare le offerte adesso diventa ancora più importante per risparmiare, perché il divario tra le soluzioni migliori e quelle meno convenienti può valere migliaia di euro sull'intera durata del finanziamento.
⏰ In 30 secondi:
La BCE ha alzato i tassi di interesse per la prima volta da quasi tre anni. Una mossa attesa dai mercati, inevitabile sul piano della politica monetaria, ma che rimette sul tavolo una domanda concreta per chiunque stia pensando di comprare casa: quanto costa, adesso, accendere un mutuo casa?
La risposta è nell'inflazione, tornata a farsi sentire con forza sull'economia europea. La crisi energetica alimentata dalla guerra in Medio Oriente ha fatto risalire i prezzi di petrolio, gas e carburanti, trascinando verso l'alto il costo della vita in modo trasversale. L'energia entra nella produzione e nel trasporto di qualunque bene e i rincari tendono ad avere ripercussioni a cascata sull'intero sistema economico.
Le banche centrali dispongono di un solo strumento principale per interrompere questa catena: aumentare il costo del denaro. Con tassi più alti, mutui e prestiti diventano più onerosi, rallentano i consumi e gli investimenti frenano.
Allo stesso tempo, la domanda si contrae e aumenta la pressione sui prezzi. Un meccanismo che colpisce proprio chi, già alle prese con bollette più salate, si trova a pagare di più anche il finanziamento per la casa.
Per capire come cambia il costo di un mutuo dopo un rialzo, è utile guardare ai due indici che guidano il mercato.
L'Euribor, parametro di riferimento per i mutui a tasso variabile, si era stabilizzato intorno al 2% nei mesi scorsi, dopo la lunga discesa seguita ai tagli della BCE. Un rialzo del costo del denaro lo spingerà verso l'alto, con effetti quasi immediati sulle rate di chi ha un mutuo indicizzato. Chi ha scelto il variabile negli ultimi mesi per godere delle condizioni più convenienti dovrà ora mettere in conto una rata in aumento.
L'IRS (Interest Rate Swap), indice di riferimento per i mutui a tasso fisso, oscilla già intorno al 2,9% a lungo termine. I mutui fissi risentono delle aspettative future dei mercati più che dei movimenti immediati della BCE e la tensione geopolitica ha già contribuito a mantenerlo su livelli elevati. In questo contesto, bloccare oggi la rata a tasso fisso significa bloccare un mercato in fase di incertezza, con tassi che potrebbero salire successivamente.
Prendendo come riferimento la simulazione standard di un mutuo per l'acquisto della prima casa (impiegato di 35 anni residente a Milano, reddito mensile di 2.600 euro, mutuo da 100.000 euro su immobile del valore di 200.000 euro, durata 30 anni), ecco cosa si trova sul mercato oggi.
Sul fronte del tasso fisso, le offerte più competitive a giugno 2026 tra le banche partner di Segugio.it sono quelle di Credem e Banco di Sardegna. Il Mutuo Tasso Fisso di Credem propone un TAN del 2,99% e un TAEG del 3,37%, con una rata mensile di 421,06 euro.
Il Mutuo Casa Green – Tasso Fisso Promo del Banco di Sardegna offre un TAN del 2,90% e un TAEG del 3,11%, con una rata mensile di 416,23 euro.
Per il tasso variabile, Monte dei Paschi di Siena propone Mutuo MPS Mio Acquisto con garanzia Consap 50%, TAN 2,27% e TAEG 2,53%, con una rata di 383,16 euro mensili, più bassa di oltre 30 euro rispetto alle migliori soluzioni a tasso fisso. Un risparmio immediato che, però, non è garantito nel tempo: se l'Euribor dovesse salire nei prossimi mesi per effetto del rialzo BCE, la rata seguirebbe lo stesso percorso.
Fino a pochi mesi fa, il variabile era tornato conveniente dopo oltre due anni di penalizzazione e i mutuatari avevano ripreso a considerarlo come opzione di risparmio immediato. Ma in questo momento, con l'Euribor destinato a risalire, il vantaggio immediato del variabile rischia di assottigliarsi rapidamente, mentre il fisso offre la certezza di una rata invariata per tutta la durata del finanziamento.
Chi ha un profilo prudente e pianifica le spese sul lungo periodo trova nel tasso fisso la risposta più coerente, anche a costo di pagare qualcosa in più oggi. Chi invece dispone di margini di reddito tali da assorbire eventuali aumenti della rata, potrebbe ancora trovare convenienza nel variabile, a patto di monitorare con attenzione l'evoluzione dei tassi.
Una terza strada è quella dei mutui a tasso misto o rinegoziabile, che alcune banche stanno proponendo con crescente frequenza: si parte con un fisso, con la possibilità di rivalutare la formula dopo alcuni anni.
In un contesto di tassi in risalita, confrontare le offerte disponibili diventa ancora più importante che nelle fasi di stabilità. Il divario tra la soluzione migliore e quella meno conveniente può valere decine di euro al mese e migliaia di euro sull'intera durata del finanziamento.
Oltre al TAN, il tasso nominale, è fondamentale valutare il calcolo del TAEG, che include tutte le voci di costo: istruttoria, perizia, assicurazioni obbligatorie. Solo il TAEG permette un confronto reale tra prodotti diversi.
Chi ha già un mutuo a tasso fisso sopra il 4% può invece valutare la surroga del mutuo: alcune banche propongono ancora condizioni competitive e trasferire il mutuo può significare un risparmio sensibile sulla rata mensile, indipendentemente dal nuovo ciclo di rialzi.
| Banca | Tasso | Rata | Taeg |
|---|---|---|---|
| Banco di Desio e della Brianza | 3,10% | € 427,02 | 3,31% |
| Banco di Sardegna | 3,20% | € 432,47 | 3,45% |
| BPER Banca | 3,20% | € 432,47 | 3,45% |
| Banco BPM | 3,20% | € 432,47 | 3,47% |
| Credem | 3,11% | € 427,56 | 3,49% |
| Webank | 3,39% | € 442,93 | 3,50% |
| Crédit Agricole Italia | 3,20% | € 432,47 | 3,54% |
| Banca Monte dei Paschi di Siena | 3,29% | € 437,40 | 3,55% |
| BNL - Gruppo BNP Paribas | 3,15% | € 429,74 | 3,61% |
| Intesa Sanpaolo | 3,41% | € 444,04 | 3,61% |
La surroga del mutuo è la facoltà di trasferire il debito residuo a un altro istituto di credito per ottenere condizioni più favorevoli. Si tratta di una procedura introdotta dalla Legge Bersani (n. 40 del 2007), che permette di spostare il finanziamento a costo zero da una banca a un’altra (detta "banca subentrante"). Vediamo quali sono le migliori offerte di mutuo surroga a luglio 2026.