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Piccoli prestiti: la fascia 45-54 anni tra le più attive nella domanda di credito

I piccoli prestiti si stanno affermando oggi come un'opzione sempre più strategica per i consumatori di mezza età. In particolare, la fascia di età 45-54 anni ha dimostrato una spiccata propensione verso l'accesso al credito, rappresentando oltre il 21% delle richieste totali.

Tiziana Casciaro
A cura di Tiziana Casciaro

Esperta di prodotti finanziari, mercati energetici e telefonia

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La fascia 45-54 anni predilige i piccoli prestiti

⏰ In 30 secondi:

  • La fascia 45-54 anni guida la domanda di prestiti (21,9% di richieste);
  • L'importo medio richiesto è salito a 7.436€, +11,8% annuo;
  • Piani brevi da 2-3 anni preferiti dal 20,6% dei richiedenti.

Nel panorama finanziario italiano, i piccoli prestiti si stanno affermando come una soluzione ideale per numerosi consumatori. In particolare, la fascia di età compresa tra i 45 e i 54 anni rappresenta una fetta significativa della domanda.

Questa fascia d'età copre, infatti, il 21,9% delle richieste totali, evidenziando una forte propensione verso l'accesso al credito. Coloro che appartengono a questa categoria tendono ad avere una stabilità economica più solida, spesso grazie a un lavoro fisso e a una situazione patrimoniale consolidata. La loro esperienza nella gestione delle finanze li porta a cercare soluzioni che non compromettano la loro sicurezza economica.

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Le motivazioni dei richiedenti prestito

Le motivazioni che spingono questi richiedenti a cercare prestiti sono molteplici. Spesso si tratta di acquisti di beni durevoli, come auto o ristrutturazioni domestiche, ma possono anche essere legati a spese impreviste, come quelle mediche o per riparazioni urgenti. Inoltre, c'è una crescente attenzione verso la pianificazione per il futuro, che può includere investimenti in progetti personali o il supporto per i figli.

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Il mercato dei prestiti nel primo trimestre 2026

L'analisi del Barometro CRIF evidenzia una crescita della domanda di prestiti del +1,2% nel primo trimestre del 2026. Tuttavia, si osserva una prima frenata rispetto ai mesi precedenti, con un calo del -3,3% rispetto a marzo 2025.

In particolare, l'importo medio richiesto per i prestiti è aumentato a 7.436 euro, un incremento del +11,8% rispetto all'anno precedente. Un dato che indica una crescente propensione da parte dei richiedenti a richiedere finanziamenti di maggiore entità, riflettendo una certa fiducia nel proprio potere d'acquisto.

Un altro aspetto interessante riguarda il fenomeno del Buy Now Pay Later (BNPL), che ha visto un incremento del +8,9% rispetto allo scorso anno. Questo modello di finanziamento, caratterizzato da una flessibilità e facilità d'uso, sta guadagnando popolarità anche tra le fasce più mature. E negli ultimi tempi sta ottenendo riscontro anche in altri settori, come i prodotti per la persona, che rappresentano il 31,9%, seguiti dall'abbigliamento e dal turismo con il 16,9%, e dai prodotti per la casa, che coprono il 15,2%.

I prestiti finalizzati tradizionali hanno mostrato una stabilità, mentre i prestiti personali sono aumentati del 2,6%.

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Preferenze di importo e durata dei prestiti

Nel primo trimestre del 2026, le richieste di prestiti si sono concentrate principalmente nella fascia di importo tra 1.000 e 2.000 euro, che rappresenta il 22,8% del totale. Questo dato indica una chiara preferenza per prestiti di importo contenuto, spesso utilizzati per spese più piccole ma comunque significative.

Anche le fasce inferiori, come quelle comprese tra 250 e 500 Euro (8,1%) e 500 e 1.000 Euro (15,7%) suggeriscono che i consumatori sono sempre più interessati a mantenere i propri debiti su livelli gestibili.

In termini di durata dei prestiti, il panorama è altrettanto interessante. Nel primo trimestre, quasi un richiedente su quattro ha scelto un piano di rimborso di 2-3 anni, rappresentando il 20,6% del totale.

Questa scelta riflette una tendenza verso la frammentazione dei piani di rimborso, con i consumatori che preferiscono scadenze più brevi per evitare di rimanere vincolati a lungo termine. Le durate più brevi sembrano offrire ai richiedenti una sensazione di maggiore controllo e sicurezza finanziaria. Anche le opzioni di durata tra 19 e 24 mesi (18,4%) e 12 mesi (15,9%) sono state scelte da un numero consistente di richiedenti.

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