⏰ In 30 secondi:
- Nel primo semestre 2026 le compravendite residenziali crescono del 2,1%;
- Gli acquisti sostenuti da un mutuo aumentano del 4,5% nel primo semestre;
- Nelle grandi città i prezzi delle case aumentano in media dell’1,9%.
La casa torna a essere protagonista delle scelte degli italiani. Compravendite in crescita, valori immobiliari in aumento e finanziamenti ancora accessibili delineano un quadro positivo, anche se resta alta l’attenzione sull’andamento dei tassi e sulla sostenibilità delle rate.
⏰ In 30 secondi:
Il mercato immobiliare italiano archivia i primi sei mesi del 2026 con segnali incoraggianti. Le compravendite aumentano, i prezzi continuano a crescere e la domanda abitativa resta solida, confermando il ruolo centrale della casa nelle scelte di investimento delle famiglie.
Il quadro, tratto da un’analisi dell’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, mostra comunque una fase di maggiore prudenza: in alcune grandi città i tempi di vendita si allungano e l’offerta disponibile cresce leggermente. Si tratta, tuttavia, di un rallentamento moderato, all’interno di un mercato ancora dinamico e sostenuto da condizioni di finanziamento relativamente favorevoli.
Nel primo semestre del 2026 sono state registrate in Italia 381.251 compravendite residenziali, il 2,1% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. La crescita è stata omogenea tra città capoluogo, aumentata del 2,2%, e comuni non capoluogo, in progresso del 2,1%.
Le grandi città hanno evidenziato un incremento delle transazioni del 3%, mentre nei rispettivi hinterland la crescita si è attestata al 2,7%. Particolarmente positivo è il dato relativo alle abitazioni di nuova costruzione, le cui compravendite sono aumentate del 15,3%.
Un ruolo importante nella crescita del mercato è svolto dai mutui casa. Nel primo semestre del 2026, le compravendite sostenute da finanziamento sono aumentate del 4,5%, segnalando una maggiore propensione delle famiglie a ricorrere al credito per acquistare l’abitazione.
La relativa accessibilità dei mutui continua quindi a sostenere la domanda, soprattutto tra gli acquirenti che non dispongono di liquidità sufficiente per finanziare interamente l’acquisto.
La situazione potrebbe però diventare più complessa qualora i tassi d’interesse dovessero aumentare nei prossimi mesi: rate più elevate e criteri di valutazione più rigidi potrebbero ridurre la capacità di spesa e spingere una parte della domanda verso il mercato delle locazioni.
Prima di sottoscrivere un finanziamento è quindi importante confrontare il TAEG, la durata, l’importo della rata e le condizioni applicate in caso di variazione dei tassi. La scelta tra mutuo a tasso fisso e mutuo a tasso variabile deve essere valutata in base al reddito familiare, alla stabilità economica e al livello di rischio che si è disposti ad accettare.
Le grandi città hanno chiuso il semestre con un incremento medio dei prezzi dell’1,9%. Verona registra la crescita più significativa, pari al 4,9%, seguita da Torino con il 3,7%. Milano rappresenta invece l’unica realtà in lieve flessione, con un calo dello 0,5%.
Nei capoluoghi di provincia i valori sono aumentati dell’1,4%, mentre l’hinterland delle grandi città ha segnato un +2%. Anche le abitazioni di nuova costruzione hanno registrato un incremento del 2%, seppure più contenuto rispetto ai periodi precedenti.
I canoni di locazione proseguono la loro crescita, ma con ritmi più moderati. Nelle grandi città aumentano dell’1,7% per i monolocali, dello 0,6% per i bilocali e dell’1% per i trilocali. La domanda resta elevata, mentre l’offerta non riesce ancora a soddisfare pienamente le esigenze di studenti, lavoratori, famiglie e persone che non possono accedere a un mutuo. Milano mantiene i canoni più alti, con 823 euro mensili per un monolocale, 1.093 euro per un bilocale e 1.502 euro per un trilocale.
Per i prossimi mesi il Gruppo Tecnocasa prevede ulteriori aumenti, seppur contenuti. Le compravendite potrebbero raggiungere quota 760-770 mila, mentre i prezzi sono attesi in crescita tra il 3% e il 5%.
Anche in uno scenario economico incerto, la casa continua a rappresentare per gli italiani una forma di investimento stabile. L’andamento di compravendite, mutui e prezzi conferma quindi un mercato ancora positivo, pur caratterizzato da una maggiore attenzione alla sostenibilità delle rate e alla qualità degli immobili.
| Banca | Tasso | Rata | Taeg |
|---|---|---|---|
| Intesa Sanpaolo | 3,24% | € 434,66 | 3,35% |
| Crédit Agricole Italia | 3,19% | € 431,92 | 3,40% |
| Banco di Desio e della Brianza | 3,45% | € 446,26 | 3,64% |
| BPER Banca | 3,40% | € 443,48 | 3,67% |
| Webank | 3,75% | € 463,12 | 3,83% |
| Banca Sella | 4,00% | € 477,42 | 4,21% |
| Banca Popolare Pugliese | 4,05% | € 480,30 | 4,26% |
| Banca Monte dei Paschi di Siena | 4,15% | € 486,10 | 4,47% |
I dati emersi dall'indagine FIMAA Italia-Confcommercio relativa al secondo quadrimestre del 2026 descrivono uno scenario in cui, a fronte di un numero di compravendite complessivamente stabile e di prezzi in lieve crescita (+4%), il credito ipotecario gioca un ruolo di supporto, ma incontra ancora degli ostacoli. Ecco la fotografia di come sta andando il 2026.
Secondo l’Osservatorio Mutui di Segugio.it, nel terzo trimestre 2026 le richieste di mutuo per l’acquisto di una seconda abitazione hanno rappresentato il 9,9% del totale, contro l’8,3% del secondo trimestre. L’incremento segnala una maggiore propensione a finanziare case vacanza e immobili da destinare alla locazione. Per una seconda casa le banche finanziano spesso una quota più contenuta rispetto al valore dell’immobile.
Nel terzo trimestre 2026 l’acquisto della prima casa rappresenta il 70,4% delle richieste di mutuo. Per chi sceglie un immobile ad alta efficienza energetica, le banche propongono offerte a tasso fisso estremamente convenienti. Vediamo le condizioni di ottobre su Segugio.it.
Nel secondo trimestre 2026 il panorama dei mutui ipotecari ha mostrato una leggera flessione nel numero di acquisti effettuati tramite finanziamento, con una quota di abitazioni acquistate da persone fisiche che si attesta al 46,6%. Si registra una diminuzione rispetto al trimestre precedente, ma un incremento rispetto allo stesso periodo del 2025. Il tasso di interesse medio applicato alla prima rata del mutuo rimane stabile intorno al 3,6%, favorendo l'accesso al credito per molti acquirenti.