⏰ In 30 secondi:
- Taglio Irpef e stipendi più alti: possibile impatto sul credito;
- Tredicesime detassate per i redditi bassi e sostegno ai giovani;
- Manovra vincolata dalle coperture e dal deficit/Pil al 3,1%.
Manovra 2027: il governo punta a ridurre l'Irpef per il ceto medio, a detassare le tredicesime per i redditi più bassi e ad ampliare la flat tax per le Partite Iva. Con il deficit/Pil 2025 al 3,1%, però, il vero banco di prova saranno le coperture finanziarie delle misure.
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Meno Irpef per il ceto medio, tredicesime più leggere sul piano fiscale e stop al bollo auto e moto nel 2027. La Legge di Bilancio che il governo si prepara a scrivere ruota attorno a un obiettivo preciso: aumentare il reddito netto delle famiglie.
Una prospettiva che potrebbe avere effetti anche sul credito al consumo, essendo il reddito netto uno degli elementi che banche e finanziarie considerano quando valutano la sostenibilità di un prestito personale.
Il perimetro della manovra è stretto. I dati definitivi dell'Istat hanno fissato il rapporto deficit/Pil 2025 al 3,1%, un livello che non consente all'Italia di chiudere in anticipo la procedura d'infrazione europea.
Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha comunque confermato la linea: tenere in equilibrio finanza pubblica e crescita, senza rinunciare al taglio delle imposte per il ceto medio. Il vero banco di prova saranno le coperture, perché molte agevolazioni introdotte lo scorso anno scadono a dicembre e vanno rifinanziate per non pesare sulle buste paga.
Tra le ipotesi sul tavolo c'è la revisione dello scaglione Irpef che riguarda i redditi tra 50.000 e 60.000 euro, insieme alla conferma della detassazione al 5% degli aumenti contrattuali nel settore privato, misura che secondo la premier Meloni ha coinvolto oltre 4 milioni di lavoratori.
Per chi richiede un finanziamento, banche e finanziarie valutano la sostenibilità della rata del prestito in rapporto al reddito netto mensile, e in genere preferiscono che l'impegno non superi, orientativamente, un terzo delle entrate. Un netto più alto può quindi tradursi in un merito creditizio migliore, in importi accessibili più elevati o in durate più brevi a parità di rata.
Un altro capitolo riguarda la tredicesima. L'ipotesi allo studio è un'imposta sostitutiva al 15%, o anche al 10%, per i redditi fino a 15.000 euro, con un beneficio netto stimato tra 200 e 500 euro e un costo complessivo di circa 500 milioni.
Non si tratta di cifre che stravolgono un bilancio familiare, ma possono fare la differenza nelle spese di fine anno, riducendo la necessità di ricorrere a piccoli finanziamenti per regali, bollette o imprevisti.
Sul fronte dei giovani, le proposte per un fisco più leggero partono da una dote minima di 200 milioni: una platea che spesso si affaccia al credito proprio per prestiti auto, prestiti arredamento e formazione.
Per i lavoratori autonomi si valuta di alzare da 85.000 a 100.000 euro la soglia per accedere alla flat tax al 15% (5% per le nuove attività), mentre un'latra proposta consiste nel portare da 35.000 a 40.000 euro il limite di reddito da lavoro dipendente compatibile con il regime forfettario.
Tra gli impegni che il governo è chiamato a onorare c'è l'eliminazione del bollo per alcune categorie di veicoli, una misura che solo per il 2027 vale 2,3 miliardi di euro. Si tratta di una delle voci più pesanti della manovra, anche perché la tassa automobilistica è un tributo regionale: il suo gettito finisce nelle casse delle Regioni, che andrebbero quindi compensate per le minori entrate.
Resta ancora da chiarire quali veicoli rientreranno nel perimetro dell'esenzione, dato che oggi l'importo del bollo varia in base alla potenza del motore e alla classe ambientale dell'auto. Per le famiglie, in ogni caso, si tratterebbe di un costo fisso in meno nella gestione del veicolo, con un risparmio che si ripeterebbe ogni anno.
Entro il 2 ottobre il governo deve trasmettere alle Camere il Documento programmatico di finanza pubblica, che ha preso il posto della Nadef. A metà mese toccherà al Documento programmatico di bilancio, da inviare a Bruxelles, mentre entro il 20 ottobre il Consiglio dei ministri dovrà approvare il disegno di legge e il Parlamento avrà poi tempo fino al 31 dicembre per il via libera definitivo.
| Prestito | Rata Mensile | TAEG | Durata |
|---|---|---|---|
| Prestito Personale Younited | € 151,61 | 7,38% | 7 anni |
| Prestito Personale Crediper Crediper | € 153,14 | 7,74% | 7 anni |
| Credito Flessibile Findomestic Banca | € 153,90 | 7,87% | 7 anni |
| Prestito Personale Prexta Gruppo Bancario Mediolanum | € 160,64 | 9,38% | 7 anni |
| Prestito Compass Compass | € 178,63 | 13,42% | 7 anni |
Il diesel costa sempre di più e dal 26 settembre il prezzo potrebbe subire un’ulteriore spinta al rialzo. Il motivo è il dimezzamento dello sconto sulle accise, che scenderà da 10 a 5 centesimi al litro. Dal 5 ottobre, invece, entrerà in funzione il meccanismo delle accise mobili.
Il Governo ha concesso un'ulteriore settimana di sconto sulle accise del diesel, mentre la benzina resta esclusa dal provvedimento. La misura è destinata a terminare il 17 settembre, salvo nuove decisioni, in un momento segnato dal rialzo delle quotazioni energetiche e dal caro-rifornimenti.
Il taglio delle accise sul diesel è stato esteso fino al 10 settembre 2026 per contenere l'impatto dei rincari sui rifornimenti. Nel frattempo, il Governo lavora a nuovi aiuti più mirati e valuta le possibili coperture. Se i tempi si allungassero, potrebbe essere presa in considerazione un'ulteriore proroga temporanea.